A quota 1,20 circa, il cambio tra euro e dollaro si colloca in questo momento in una posizione intermedia rispetto al minimo di 0,83 dollari toccato nel 2001 e il massimo storico di 1,6 raggiunto nel 2008, in piena crisi finanziaria. Ora ci si domanda se la correzione del biglietto verde proseguirà ulteriormente. Sono molti a scommettere su questa eventualità. Ma se anche il rapporto con l’euro dovesse stabilizzarsi sugli attuali livelli, la fase di relativa debolezza della moneta statunitense può avere ricadute su diversi investimenti finanziari. Un dollaro più debole tende a sostenere i prezzi delle materie prime (prezzate in dollari), esercitando pressione inflazionistica che può tradursi in un rialzo dei tassi d’interesse. Questo scenario appare favorevole ai titoli obbligazionari indicizzati all’inflazione. Non tutte le azioni, tuttavia, ne trarrebbero eguale beneficio.
Oltre alle società solide con alti dividendi, meritano attenzione quelle dei settori energia, infrastrutture, beni di lusso e materie prime. I bancari potrebbero guadagnare dal rialzo dei tassi, sebbene vadano monitorati i rischi di rallentamento economico. Sono tante, dunque, le quotate potenzialmente toccate dagli effetti del dollaro debole.
Eni
Multinazionale fondata nel 1953 per iniziativa di Enrico Mattei. È diventata società per azioni nel 1992, approdando poi a Piazza Affari, dove appartiene al paniere dell’indice Ftse Mib. Opera in una settantina di Paesi con migliaia di addetti. In attesa del preconsuntivo 2025, che il cda esaminerà il 25 febbraio, il titolo veniva scambiato a metà settimana intorno ai 18 euro, in crescita di quasi il 30% rispetto a un anno fa. I giudizi degli analisti sono prevalentemente positivi. Lo scorso 23 gennaio Intesa Sanpaolo aveva confermato la valutazione neutral, alzando però il target price a 16,7 euro, mentre il 14 gennaio Equita Sim aveva ribadito il buy, portando il prezzo obiettivo a 18 euro, in miglioramento rispetto al precedente giudizio.
Finecobank
La banca ha oltre 1,6 milioni di clienti e dispone di una delle maggiori reti di consulenza in Italia, con oltre 3 mila consulenti finanziari. Il titolo valeva a metà settimana in area 20 euro, con una performance positiva di circa il 20% rispetto a un anno fa.
I report più recenti sono quelli di mercoledì 11 febbraio, firmati da Morgan Stanley ed Equita Sim. La prima ha confermato il giudizio overweight (sovrappesare) e alzato il target price a 25,5 euro, mentre la seconda ha ribadito il buy, ritoccando al rialzo il prezzo obiettivo a 25,8 euro. Stesso giudizio da parte di Barclays che il giorno precedente aveva migliorato il prezzo obiettivo, fissandolo a 28 euro. In precedenza (30 gennaio) gli analisti di JP Morgan avevano confermato la raccomandazione overweight indicando un obiettivo di prezzo di 26,4 euro, in peggioramento. Il giorno prima, invece, Barclays aveva ribadito overweight e alzato a 28 euro il target price.
Lottomatica
È il primo operatore italiano nel settore del gioco autorizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e uno dei maggiori player europei. La società è controllata dal gruppo De Agostini, che, direttamente e indirettamente, detiene circa il 58% del capitale. Il titolo valeva a metà settimana intorno ai 20 euro per azione, il 34% in più rispetto a un anno fa. Pochi i giudizi degli analisti attualmente disponibili. L’ultimo report è quello di Kepler Cheuvreux e risale al 28 gennaio scorso. In esso si confermano sia la raccomandazione buy, sia il prezzo obiettivo, fissato in 28 euro per azione.
Technogym
Azienda italiana, produce attrezzi per lo sport e il tempo libero. Ha sede a Cesena ed è stata fondata nel 1983 da Nerio Alessandri, che la presiede e la controlla. La società è quotata alla Borsa di Milano dal maggio 2016. Scambiato intorno ai 18 euro, il titolo presenta una performance positiva del 68% rispetto a un anno fa. Il più recente giudizio è outperform (farà meglio del mercato) ed è firmato da Mediobanca. Datato il 20 gennaio scorso, il report indica un target price di 21,5 euro, in miglioramento.
Tim
Controllata da Poste Italiane con il 27,32%. Il titolo della tlc valeva a metà settimana intorno a 0,615 euro, con una crescita di oltre il 105% rispetto a un anno fa. Tutti positivi i più recenti giudizi. Il 6 febbraio Intesa Sanpaolo ha confermato il buy e alzato il target price a 0,64 euro. La precedente raccomandazione è di Barclays, che il 26 gennaio scorso aveva anch’essa ribadito il buy e migliorato il prezzo obiettivo, fissandolo a 0,65 euro.
StMicroelectronics
Nota anche come StM, è un’azienda italo-francese produttrice di componenti elettronici e semiconduttori. Ha 48 mila dipendenti e fattura oltre 13 miliardi di dollari Usa. Il titolo è scambiato intorno a 28 euro, con una crescita di circa il 30% rispetto a un anno fa. Mercoledì 11 febbraio Oddo Bhf ed Exane hanno entrambe giudicato il titolo outperform e indicato un target price rispettivamente di 34 e 30 euro. Il 3 febbraio Hsbc ha confermato la raccomandazione buy (comprare) e alzato il target price a 29 euro, mentre il giorno precedente Morgan Stanley aveva ribadito il giudizio equalweight (farà come il mercato) con un prezzo obiettivo in aumento a 24 euro.
Diasorin
Azienda farmaceutica, produce e commercializza reage[/TESTO-BASE]nti di diagnostica in vitro. Dopo il boom degli anni 2020-2021 dovuto al Covid, il titolo si è stabilizzato intorno a 74-75 euro, in calo di circa il 25% rispetto a un anno fa. Non omogenei i giudizi: il 10 febbraio Deutsche Bank ha confermato la raccomandazione hold (mantenere) e alzato il target price a 74 euro, mentre il 4 febbraio Equita Sim ha ribadito il buy ma ha tagliato a 93 euro l’obiettivo di prezzo.
Leonardo
La società è attiva nei settori della difesa, dell’aerospa[/TESTO-BASE]zio e della sicurezza. Con 62 mila dipendenti, Leonardo è una delle principali realtà produttive italiane. Quanto ai giudizi delle banche d’affari, l’ultimo risale a martedì 3 febbraio, con Barclays che ha confermato equalweight (pesare correttamente) e alzato il target price a 53 euro. Il giorno precedente, Jefferies aveva ribadito il buy e indicato un prezzo di 68 euro.
Danieli
Uno dei leader a livello mondiale nella produzione di impianti siderurgici. Il titolo, scambiato mercoledì scorso intorno ai 67,6 euro, gode dei favori degli analisti: Equita Sim e Berenberg, rispettivamente il 23 e 22 gennaio avevano emesso la raccomandazione buy, con un target di 66 euro.
Mediobanca
La storica merchant bank italiana, ora controllata da Mps, alla quotazione di mercoledì scorso (18,7 euro) registrava una performance positiva del 12,8% rispetto a un anno fa. Quanto agli analisti, l’ultimo report è dell’11 febbraio, con Barclays che ha confermato il giudizio underweight (sottopesare) e tagliato il target price a 16,6 euro.
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