Barclays prevede che la Banca centrale europea aumenterà i tassi di interesse di 25 punti base nella prossima riunione di aprile e li alzerà di ulteriori 25 punti base nella riunione di giugno. Portando il tasso sui depositi al 2,5%. “Pur in presenza di incertezza sull’intensità e la durata del conflitto, nonché sull’entità degli effetti di secondo livello, questo percorso si adatta alla funzione di reazione agile della Bce e fornisce una risposta solida ai rischi di inflazione al rialzo”, scrive la banca d’affari.
La Bce ha mantenuto fermi i tassi di interesse nella riunione di ieri 19 marzo, arrestando il ciclo di tagli che l’ha accompagnata fino a questo momento, mantenendo il tasso di riferimento invariato al 2%, come previsto. Il contesto geopolitico è segnato dai timori per l’aumento dell’inflazione nell’eurozona a seguito dell’impennata dei prezzi del petrolio e del gas naturale legata al conflitto in Medio Oriente. Christine Lagarde ha tuttavia spiegato che la valutazione, ha seguito a disposizione dell’Eurotower che non comprendevano le conseguenze della guerra in Medio Oriente. Se la guerra e la crisi petrolifera dovesse prolungarsi non si escludono restrizioni alla politica monetaria europea.
“In tutti gli scenari, i tassi di riferimento dovrebbero essere almeno 50 punti base più alti per stabilizzare l’inflazione al target del 2% nel medio termine – viene sottolineato – In breve, mantenere la politica monetaria invariata non garantisce l’inflazione al target nel medio termine in nessuno scenario”. Se dovvesse attenuarsi rapidamente lo shock energetico, secondo la banca d’affari un tasso sui depositi al 2,5% potrebbe essere sufficiente a stabilizzare i prezzi. Se invece il conflitto dovesse portare a un deterioramento del contesto la Bce procederebbe gradualmente a misure più severe.
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