Andrea Orcel è tornato a difendere l’offerta di Unicredit a Commerzbank nell’ottica di una maggiore integrazione europea. “E’ meglio controllare qualcosa che non funziona o condividere qualcosa che funziona? Questo è il problema che abbiamo, si teme di perdere la sovranità”, ha detto il ceo di Unicredit parlando al convegno del Future Investment Iniziative Institute Europe.
Clienti tedeschi insoddisfatti
“Se consideriamo il mercato bancario tedesco i clienti non sono soddisfatti. È un mercato in cui c’è la massima penetrazione di fintech ed è un mercato in cui le banche statunitensi stanno guadagnando la percentuale maggiore”, ha aggiunto Orcel sottolineando la mancanza di scalabilità e investimenti. “Lo dico perché sono stato in Germania per vent’anni. Quello che manca”, come Europa, “è che abbiamo permesso alle minacce dei nostri competitor di prendere piede“.
Nazionalismo nel mirino
In Europa, secondo Orcel, “tutte queste barriere e questo nazionalismo non dovrebbe esistere: noi siamo una delle banche più efficienti e profittevoli perché tutti i nostri collaboratori hanno deciso di fare ciò che è necessario fare e di aggirare le barriere”.
Il numero uno di Unicredit ha aggiunto: “Abbiamo bisogno di volontà politica di agire”, ricordano che che negli ultimi anni “diversi trigger” come il Covid e come la guerra russo-ucraina hanno permesso di iniziare a collaborare.
Le conseguenze della guerra in Iran
Spazio anche alle conseguenze della guerra in Iran: “Penso che a livello macro” in Europa “non ancora abbiamo visto il pieno impatto” della crisi dell’energia: “Se non avremo un ripristino della situazione precedente, che secondo me è difficile, penso che sentiremo l’impatto”, ha detto Orcel.
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