Le Borse europee tornano a muoversi in territorio negativo in una seduta dominata dalle tensioni geopolitiche e dal nuovo rialzo dei prezzi dell’energia. Milano perde lo 0,8% e il Ftse Mib, cede oltre l’1% cadendo sotto i 44.700 punti. Francoforte scivola in ribasso dell’1,3%, Parigi dello 0,7% e Londra poco sotto l’1%. Permane la prudenza tra gli investitori, intimoriti dal conflitto in Medio Oriente e dalle possibili ricadute sulle catene energetiche globali. A incidere sulle decisioni degli investitori il nuovo rialzo del petrolio, spinto dall’intensificarsi delle tensioni attorno allo stretto di Hormuz. Il Brent supera i 91 dollari al barile, mentre il Wti statunitense si avvicina agli 87 dollari, con rialzi superiori al 4% rispetto alla seduta precedente.
Tornano le tensioni anche sul mercato obbligazionario: lo spread tra Btp e Bund si allarga a 72 punti base, con il rendimento decennale che arriva al 3,62% in aumento di 10 punti base. A rafforzare il clima inquieto arrivano anche le dichiarazioni di Peter Kazimir, governatore della banca centrale slovacca e membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea, che ha ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sui rischi inflazionistici, lasciando intendere che la politica monetaria potrebbe restare restrittiva più a lungo del previsto.
A Piazza Affari avanza il titolo di Mediobanca che supera il 2,5% e di Monte dei Paschi di Siena che guadagna oltre l’1% dopo il via libera dei consigli di amministrazione per la fusione dei due istituti di credito e il delisting di Mediobanca. Bene anche Saipem a che cresce dello 0,4% e Buzzi che al +0,5%. Male Stellantis che fa -1,3% dopo, UniCredit con -2,1% e Leonardo, -2%.
Secondo il Wall Street Journal, oggi l’Agenzia Internazionale per l’Energia dovrebbe in ogni caso decidere sul piu’ grande rilascio di riserve di petrolio nella sua storia per far scendere i prezzi del greggio. Notizia che ha spinto i listini asiatici, con il Nikkei di Tokyo che ha chiuso in rialzo dell’1,43%, grazie anche ai solidi utili dell’americana Oracle, che hanno innescato un rally dei titoli legati all’intelligenza artificiale. In forte rialzo il titolo di Oracle che nell’after hours di Wall Street colleziona un +10,6% che nei risultati trimestrali ha fatto meglio delle aspettative del mercato con un fatturato totale cresciuto del 22% rispetto all’anno precedente.
Stando a quanto scritto dal Wall Street Journal, oggi l’Agenzia Internazionale per l’Energia potrebbe decidere il più grande rilascio di riserve di petrolio della sua storia per cercare di calmierare i prezzi. Intanto sono attesi per oggi i dati sull’inflazione americana che indicheranno le possibili mosse future della Fed.
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