Nuova giornata di passione per i mercati finanziari. Reduci da un inizio di settimana negativo le Borse europee, compresa Piazza Affari, questa mattina hanno imboccato fin da subito la via dei ribassi, accusano perdite consistenti, con l’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, nonostante la chiusura sul finale in ripresa di Wall Street. A metà giornata circa Milano l’indice Ftse Mib cede oltre il 4%, ma non sono da meno Parigi, Londra e Francoforte, dove si vedono ribassi che oscillano da un -2,6% a un -3,7%.
Sul listino milanese, il peggior titolo è Saipem che sta accusando una flessione dell’8,6%, seguita a ruota dal comparto moda, con Cucinelli e Moncler, in calo del 6,4%, penalizzate dalle possibili ripercussioni negative sulla domanda di lusso nell’area del Golfo. Unici titoli in controtendenza sono due: Lottomatica che avanza del 5% dopo una guidance 2026 promettente e il gruppo della difesa Leonardo, che si muove sulla parità (+0,05%).
Gli sviluppi in Medio Oriente continuano a catalizzare l’attenzione dei mercati, complicati da messaggi riguardo alla possibile durata del conflitto. Il Presidente Donald Trump ha infatti dichiarato che, nelle valutazioni iniziali, la durata prevista era di 4-5 settimane, ma che gli Stati Uniti dispongono della capacità per sostenere un impegno più prolungato. Sui mercati quindi cresce la percezione che le stime temporali finora circolate siano state troppo ottimistiche e che, alla luce della reazione iraniana, il rischio di un ampliamento del conflitto a livello regionale stia aumentando. Un simile scenario potrebbe mantenere elevati i prezzi dell’energia più a lungo, con conseguenti pressioni al rialzo sull’inflazione.
Il prezzo del petrolio non arresta la sua crescita, con il Brent che tocca gli 81 dollari al barile mostrando un rialzo del 6%, sui timori legati a una lunga interruzione dei traffici nello Stretto di Hormuz. Tanto che alcuni osservatori già ipotizzano il barile a quota 100 dollari nel giro di poco tempo se il conflitto dovesse prolungarsi, nonostante il recente aumento della produzione da parte dell’Opec+. Il gas europeo alla Borsa di Amsterdam (in sigla TTF) è arrivato a salire del 50% prima di chiudere a +35% a 44,5 euro/MWh e oggi le prime indicazioni lo hanno visto balzare fino a toccare i 59 euro.
Una guerra prolungata in Medio Oriente potrebbe causare un “picco” sostanziale dell’inflazione nell’Eurozona e ridurre la crescita economica, ha dichiarato Philip Lane, capo economista della Bce, in un’intervista al Financial Times.
Sul fronte obbligazionario, rialzo per lo spread Btp/Bund in un mercato che vede rendimenti ancora in netto aumento per tutti i bond dell’Eurozona con la crisi in Medio Oriente. A inizio seduta, il differenziale di rendimento tra il Btp decennale e il Bund tedesco di pari durata è indicato a 69 punti base dai 65 punti del closing di ieri. In forte aumento anche il rendimento del Btp decennale che segna una prima posizione al 3,48% dal 3,35% di ieri (3,28% venerdì).
Leggi anche:
1. Guerra Iran zavorra le Borse, sprint di petrolio e gas
2. Iran, spettro Hormuz: a rischio rotte e approvvigionamenti di petrolio
© Riproduzione riservata