Brusco calo per le Borse europee dopo che Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran provocando la morte di diversi alti funzionari, tra cui il Leader Supremo Ayatollah Ali Khamenei. L’Iran ha reagito lanciando attacchi su diversi paesi mediorientali e basi statunitensi nella regione. “Non negozieremo con gli Stati Uniti”, ha dichiarato il massimo funzionario della sicurezza iraniano Ali Larijani in un post su X lunedì,
Fiammata del petrolio a +10%
L’escalation di tensioni in Medio Oriente, con il blocco dello stretto di Hormuz deciso da Teheran ha fatto impennare i prezzi di petrolio e gas. Il future Wti con scadenza aprile balza del 9% a 73 dollari al barile, mentre il Brent sale del 9,9% a ridosso degli 80 dollari.
L’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz nel quale transitano navi che trasportano petrolio pari a circa un quinto della domanda globale proveniente da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Iran e Kuwait.
L’Iran è il quarto maggiore produttore Opec di petrolio. Ieri l’Opec ha deciso d’urgenza di aumentare la produzione di greggio ad aprile per 206mila barili al giorno. “Purtroppo, l’interruzione dei flussi globali di petrolio dovuta alle tensioni in Medio Oriente fa impallidire tale numero, soprattutto perché ci sono avvertimenti sulla capacità dell’OPEC di aumentare significativamente la produzione e di spedire questo petrolio al mercato mentre lo Stretto di Hormuz, in parte controllato dall’Iran, è ora di fatto chiuso”, sottolinea Ipek Ozkardeskaya, senior analyst di Swissquote.
Vola anche il prezzo del gas con le quotazioni dell’indice Ttf che segnano ad Amsterdam un balzo del 25% a 39,85 euro al megawattora (massimi da febbraio 2025).
Borse al tappeto, l’oro vola
Avvio in deciso calo per le Borse europee. L’indice DAX cede il 2,5% e il Cac40 il 2,1%. In Piazza Affari tonfo del 2,4% del Ftse Mib con in affanno soprattutto i titoli finanziari (-4% circa per Bper, Unicredit e Intesa Sanpaolo), così come Stellantis che cede il 5%. In controtendenza Leonardo con +6% ed Eni +4,7% sotto la spinta del rally del petrolio.
Anche Wall Street si prepara a un avvio difficile con i futures che preannunciano cali vicini al 2% per S&P 500 e Nasdaq.
L’avversione al rischio sui mercati sta spingendo l’oro con quotazioni tornate a 5.400 dollari l’oncia, in rialzo del 3%.
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