La corsa all’intelligenza artificiale entra in una nuova fase. Dopo la stagione della sperimentazione e degli investimenti a ritmi record, per le grandi aziende tecnologiche americane arriva il momento di dimostrare che la scommessa sull’IA è effettivamente in grado di generare ritorni economici concreti. S&P Global Ratings ritiene che il settore stia entrando nella cosiddetta “accountability era”, una fase in cui efficienza, governance e soprattutto rendimento degli investimenti diventano centrali.
L’adozione dell’IA continua ad accelerare, alimentando una domanda senza precedenti di infrastrutture di calcolo, semiconduttori avanzati, apparecchiature di rete e servizi cloud. Ma, osserva l’analista di S&P Global Ratings Christian Frank, il mercato sta progressivamente passando da una logica di semplice implementazione a una gestione più disciplinata dei consumi.
Le aziende stanno cercando di contenere i costi utilizzando modelli meno costosi per le attività a minor valore e riservando quelli più sofisticati ai processi più complessi. Una strategia che, secondo S&P, permette di migliorare l’efficienza senza rallentare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. I ritorni degli investimenti risultano particolarmente interessanti in ambiti come sviluppo software, assistenza alla clientela, selezione del personale e analisi dei dati.
Il problema, però, è che la monetizzazione dell’IA rimane ancora difficile da misurare con precisione. I risultati delle cinque grandi hyperscaler americane mostrano una domanda robusta da parte dei clienti e segnali di miglioramento sul fronte dei ricavi legati all’IA, ma il legame tra l’enorme mole di capitale investito e i ritorni economici rimane ancora in parte opaco.
La domanda di capacità di calcolo continua infatti a crescere e le persistenti limitazioni dell’offerta spingono le big tech a investire ancora di più. Il risultato è una nuova accelerazione della spesa in conto capitale, con conseguenze sempre più evidenti sui flussi di cassa e sui bilanci.
S&P prevede in particolare forti deficit di cash flow nel 2027 fiscale per effetto di una spesa in conto capitale superiore alle precedenti aspettative. A complicare ulteriormente il quadro c’è poi la competizione cinese. I progressi dei developer cinesi nei foundation model, nei semiconduttori e nelle infrastrutture aumentano la pressione competitiva sul settore statunitense e possono accelerare ulteriormente la corsa agli investimenti.
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