Gli analisti geopolitici lo sostengono da mesi: la dilagante scarsità di chip di memoria sul mercato sta facendo impennare i prezzi e gonfiare gli utili dei produttori. Questo perché la domanda, trainata principalmente dall’IA e dalle sue infrastrutture, i data center, cresce più rapidamente dell’offerta. Per Samsung la scarsità di memorie si traduce in un forte aumento dei guadagni. Il gruppo prevede per il terzo trimestre un utile operativo di 107.400 miliardi di won (circa 80,2 miliardi di dollari), quasi nove volte quello di un anno prima. Anche i ricavi più che raddoppiano, con una crescita del 127%.
Il rincaro delle memorie ha effetti opposti sulle attività di Samsung. Le forniture di quelle più avanzate destinate all’IA sono cresciute di circa il 50% rispetto al trimestre precedente, stima Douglas Research Advisory. Intanto, gli analisti prevedono per la divisione mobile una perdita superiore a 1.340 miliardi di won (circa un miliardo di dollari) nel terzo trimestre, con i margini sotto pressione per l’aumento dei costi dei componenti.
Resta poi da capire quanto dureranno questi margini per i produttori. L’espansione dell’offerta e un eventuale rallentamento degli investimenti nell’IA potrebbero cambiare il mercato. Per ora, il bilancio Samsung mostra quanto la disponibilità delle memorie sia diventata centrale nei conti della tecnologia.
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