Venerdì disastroso in Borsa per Stellantis che manda in fumo in una sola seduta oltre 6 miliardi di valore. Il titolo del gruppo automotive italo-francese ha ceduto oltre il 25% a 6,11 euro bruciando oltre 5 miliardi di capitalizzazione.
Il crollo ha fatto seguito all’annuncio di oneri per oltre 22 miliardi di euro principalmente legati all’inversione di rotta della sua strategia sui veicoli elettrici. Svalutazioni che superano quelle già miliardarie annunciate da Ford (19,5 mld di dollari) e General Motors (7,6 mld) negli ultimi mesi.
Stellantis stima una perdita netta fino a 21 miliardi di euro per la seconda metà del 2025 e ha inoltre annunciato che non distribuirà dividendi quest’anno. Per il 2026 è previsto un margine operativo a una sola cifra, che include spese tariffarie per circa 1,6 miliardi di euro.
Analisti preoccupati
“Sebbene ci aspettassimo delle importanti svalutazioni/oneri straordinari, la dimensione è nettamente più ampia delle attese“, commentano gli analisti di Intermonte. Preoccupazioni elevate anche per le prospettive future. “Il gruppo va verso significative difficoltà per riorganizzare l’attività e ad oggi non c’è ancora nessuna notizia sulla riduzione della capacità produttiva“, riporta Citi in una nota in cui si indica come la risalita “comporterà molto probabilmente una riduzione della capacità produttiva per ripristinare completamente le attività in Nord America e in Europa”.
Filosa si scaglia contro gestione Tavares
Il ceo Antonio Filosa, che ha assunto la guida del gruppo a giugno, ha accusato il suo predecessore Carlos Tavares di aver puntato tutto sui veicoli elettrici e di non aver reagito ai cambiamenti del mercato che “riflettono in gran parte il costo della sovrastima del ritmo della transizione energetica”.
Tavares aveva posto come obiettivo quello di vendere solo veicoli elettrici in Europa e il 50% di veicoli elettrici negli Stati Uniti entro il 2030. Obiettivi ritirati dall’azienda dopo l’addio di Tavares a fine 2024.
I nuovi piani di Filosa prevedono 13 miliardi di dollari di investimenti negli Stati Uniti, dove l’azienda ha posticipato l’introduzione dei veicoli elettrici e reintrodotto i motori V8 per rilanciare il marchio di pick-up Ram.
I volumi
Sono passanti in sordina invece i dati sulla ripresa dei volumi. Nel secondo semestre del 2025 le consegne consolidate sono state pari a 2,8 milioni di unità, in aumento di 277 mila unità, ovvero del +11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il Nord America ha dato il maggior contributo alla crescita (+39%).
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