Venerdì difficile per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib segna una flessione dell’1,9% a 45.350 punti, risultando la peggiore tra le principali Borse del Vecchio continente. In generale l’umore dei mercati continua ad essere condizionato dai timori legati al potenziale impatto distruttivo dell’intelligenza artificiale su alcuni settori. Gli analisti di Barclays hanno avvertito che l’attuale rapida svendita guidata dal sentiment che ha colpito le aziende percepite come vulnerabili all’IA potrebbe persistere.
Oggi ad azzoppare l’azionario Italia è principalmente la debolezza del settore bancario. L’Euro Stoxx banks segna una flessione del 2,5 per cento. In Italia le peggiori sono Bper e Popolare di Sondrio che cedono rispettivamente il 4,7 e il 4,9%. Male anche le big Unicredit (-3,6%) e Intesa Sanpaolo (-2,3%).
C’è poi il brusco dietrofront di Prysmian che cede oltre il 5% dopo essere arrivata a perdere il 9%. Pesa l’indiscrezione del Financial Times circa l’intenzione del presidente Donald Trump di alleggerire i dazi su acciaio e alluminio. “Se confermato ciò potrebbe essere potenzialmente negativo per Prysmian che, in quanto player verticalmente integrato negli Stati Uniti, dovrebbe beneficiare nel 2026 dei dazi sull’alluminio (aumento quote di mercato e/o dei margini grazie all’impatto dei dazi sulla struttura dei costi degli importers)”, rimarcano gli analisti di Intermonte.
Proprio oggi Prysmian ha annunciato la firma di un contratto da 550 milioni di euro con Enedis per fornire l’intera gamma di cavi a media tensione necessari alla modernizzazione della rete elettrica francese.
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