L’intervento degli Stati Uniti in Venezuela riporta al centro della geopolitica le sfere di influenza. A fornire una prima valutazione delle implicazioni di mercato è la Global CIO Flash a firma di Michael Strobaek (global chief investment officer di Banque Lombard Odier & Cie) e Nannette Hechler-Fayd’herbe (capo dell’ Investment Strategy, Sustainability and Research, CIO EMEA, Banque Lombard Odier & Cie)
La mossa di Donald Trump, si legge nel report, segnala un cambiamento geopolitico verso sfere di influenza regionali. “Prevediamo un impatto limitato sui mercati nel breve termine, dato il ridotto peso dell’economia venezuelana. Pur essendo possibile una certa volatilità a breve nei mercati emergenti, le prospettive di medio periodo restano positive”, scrivono gli esperti di Lombard Odier. Che si aspettano alcuni aggiustamenti nel settore energetico globale, man mano che il commercio petrolifero si riallinea ai blocchi geopolitici.
I prezzi del petrolio presentano rischi sia al rialzo sia al ribasso, pertanto, “confermiamo il nostro obiettivo a 12 mesi di 63 dollari al barile”, viene aggiunto. “Il nostro posizionamento d’investimento rimane moderatamente orientato al rischio, con un sottopeso sulle azioni statunitensi. Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti e, a livello settoriale, neutrali sull’energia. Le obbligazioni dei mercati emergenti e i metalli preziosi continuano a presentare valutazioni interessanti”, viene sottolineato.
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