Sono almeno 850mila i finti artigiani che per via della nuova legge, entrata in vigore in primavera, rischiano di ricevere sanzioni anche molto pesanti. La stretta, infatti, punta a mettere ordine una volta per tutte nel mondo dell’attività artigianale. E gli hobbisti non sono esclusi.
Cosa dice la nuova legge e chi riguarda
La nuova legge, in vigore dal 7 aprile, tutela le denominazioni “artigianato”, “artigiano” e “artigianale”, riservandone l’utilizzo nella promozione di prodotti e servizi soltanto alle imprese in possesso della qualifica artigiana e iscritte all’Albo delle imprese artigiane presso le Camere di commercio. In altre parole, l’etichetta “artigianale” non può più essere usata da tutti.
Ad esempio, un bar con laboratorio di gelateria non iscritto all’Albo non può pubblicizzare il proprio gelato come “artigianale”, mentre può definirlo “di produzione propria” o “di qualità”. Un’impresa non artigiana può invece vendere un prodotto realizzato da un’impresa artigiana e presentarlo come tale, purché sia in grado di dimostrarne la provenienza.
Il divieto riguarda anche chi svolge l’attività in maniera occasionale e che non operano in forma d’impresa, come i titolari di partita Iva non iscritti all’Albo delle imprese artigiane e gli hobbisti che vendono occasionalmente beni o servizi.
Chi viola le disposizioni è punito con sanzioni pari all’1% del fatturato e comunque non meno di 25mila euro per ciascuna violazione. Le nuove regole riguardano la comunicazione commerciale in tutte le sue principali forme: pubblicità, packaging, etichette, siti internet, e-commerce e social network.
L’allarme di Confartigianato
Il rischio è però che la legge rimanga sulla carta. E’ l’allarme lanciato da Confartigianato, dopo aver stimato in almeno 850mila i finti artigiani che ingannano i consumatori e alimentano concorrenza sleale ai danni delle 588mila vere imprese artigiane.
“Abbiamo finalmente una norma che chiarisce chi può qualificarsi come artigiano e utilizzare denominazioni che evocano ai consumatori qualità, competenza, origine e lavorazione artigiana. Non possiamo permettere – sottolinea il presidente di Confartigianato Marco Granelli – che rimanga lettera morta per ritardi da parte delle Regioni”. Il suo invito infatti è rivolto alle Regioni affinché si attivino per attuare la legge e renderla concretamente efficace attraverso controlli e sanzioni.
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