Salve, la mia azienda concede 8 giorni di smart working al mese, ma non ha mai formalizzato un accordo e alcuni responsabili ci chiedono di essere reperibili anche la sera e nei weekend. Esiste un vero diritto alla disconnessione e come si concilia con le richieste di reperibilità?
Elena Giacchetta
Gentile Elena,
le risponde l’avvocato Fortunato Barone (CBB Avvocati). Innanzitutto, lo smart working rappresenta una scelta aziendale che, in assenza di specifica previsione scritta, non comporta alcuna controprestazione a carico del lavoratore. Nessun rischio per il dipendente che, oltre l’orario di lavoro, si renda reperibile; tuttavia la reperibilità, oltre a dover essere retribuita, deve risultare da specifica previsione del contratto nazionale (CCNL) applicato dalla sua azienda o da accordi aziendali specifici e richiede sempre il consenso del lavoratore. In nessun caso il datore di lavoro può violare le norme in tema di riposi obbligatori giornalieri e settimanali. Durante il periodo feriale, il dipendente non è obbligato a essere reperibile salvo il caso sia previsto dal contratto nazionale o da un accordo scritto. Ovviamente, anche in questo caso, si ha comunque diritto a un’indennità aggiuntiva, oltre alla normale retribuzione. Le ferie servono per il recupero delle energie psicofisiche e quindi, proprio per tale primaria finalità, il lavoratore ha il diritto di disconnettersi.
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