Il desiderio di staccare la spina dopo mesi di lavoro si trasforma sempre più spesso in un danno economico importante per milioni di viaggiatori. Nell’ultimo anno oltre 4 milioni di italiani sono finiti vittime di raggiri legati alle ferie, per un danno complessivo che sfiora i 195 milioni di euro. Case fantasma, già occupate, completamente diverse dalle foto presenti nell’annuncio. Questa tendenza si inserisce in un contesto globale dove il business del crimine generato dalle false prenotazioni vale circa 22 miliardi di euro e posiziona l’Italia come un terreno particolarmente fertile per queste insidie.
Il settore extra alberghiero
Il settore extralberghiero e ricettivo è storicamente il più colpito, con modalità che oggi si sono fatte estremamente sofisticate. Centinaia di migliaia di persone hanno pagato per soggiorni in hotel o bed & breakfast che, all’atto pratico, non rispecchiavano minimamente le immagini ingannevoli mostrate sul web, mentre molti altri turisti sono rimasti letteralmente alla porta dopo aver scoperto che l’alloggio prenotato era già occupato da altri ospiti. Le anomalie non risparmiano comunque i trasporti e il tempo libero. Nel corso del 2026 si registrano infatti milioni di passeggeri gabbati durante l’acquisto di biglietti aerei o raggiri correlati al noleggio auto, a cui si aggiunge una fetta consistente di cittadini che hanno pagato per escursioni e attività turistiche rivelatesi poi del tutto inesistenti. Per evitare di cadere in queste trappole basate su prezzi stracciati e specchietti per le allodole, è fondamentale mantenere un approccio analitico e prudente fin dalle prime fasi di ricerca.
Secondo i consigli chiesti da Moneta agli esperti di Booking.com è necessario «diffidare delle offerte che sembrano troppo vantaggiose per essere vere. Prestare particolarmente attenzione quando si incontrano prezzi insolitamente bassi, soprattutto per strutture in destinazioni molto richieste o per alloggi con poche o nessuna recensione».
Paradosso generazionale
Assistiamo poi a un paradosso generazionale. I giovani tra i 18 e i 24 anni, pur essendo i più avvezzi all’uso della tecnologia, si dimostrano le vittime predilette dei cybercriminali, registrando una percentuale di truffe subite nettamente superiore alla media nazionale. La causa principale risiede nell’alto tasso di commercializzazione sui social network, canali attraverso cui transita quasi il 40 per cento degli inganni. Il pericolo non corre solo sul filo della rete, poiché la tradizionale truffa analogica resiste attraverso i classici cartelli cartacei di affitto appesi nelle località di villeggiatura, che continuano a mietere migliaia di vittime.
A rendere il fenomeno massivo e difficilmente arginabile è il balzo tecnologico impresso dai sistemi di intelligenza artificiale. Secondo le rilevazioni del Codacons, dal 2022 a oggi i tentativi di frode basati sull’IA hanno registrato un’impennata record del 3.000 per cento, permettendo ai malintenzionati di confezionare esche impeccabili e prive di errori.
Locazioni fantasma
Questo strumento consente ad esempio di creare le cosiddette locazioni fantasma, ovvero portali d’alloggio fittizi con tariffe stracciate dove l’algoritmo genera rendering foto-realistici degli interni e persino video deepfake in cui finti host accoglienti presentano la casa. Una volta incassato il bonifico, il truffatore sparisce e il cliente scopre l’inganno solo all’arrivo sul posto. Per questo verificare la coerenza dei dati diventa un passaggio salvavita. «Attenzione anche a eventuali anomalie o richieste insolite, o modifiche dell’ultimo minuto ai dettagli della struttura. Inoltre è opportuno controllare sempre che i recapiti corrispondano a quelli presenti sulla piattaforma» spiegano ancora gli esperti.
L’intelligenza artificiale viene impiegata anche per scrivere centinaia di recensioni entusiastiche e verosimili, capaci di dare credibilità a strutture mai esistite, oppure per duplicare fedelmente interi siti di prenotazione famosi nei minimi dettagli. In questo modo l’utente crede di navigare sulla propria piattaforma di fiducia, ma sta in realtà inserendo i dati bancari in un server criminale. Dinamiche simili colpiscono i voli e i noleggi promossi sui social a tariffe irrisorie che sfruttano la Fomo di chi in vacanza cerca l’affare.
Segnali d’allarme
Un’ultima frontiera particolarmente insidiosa segnalata dalle associazioni dei consumatori riguarda l’intrusione diretta tramite WhatsApp. Sfruttando falle nei sistemi o accessi illeciti, i criminali riescono a intercettare i dettagli di una prenotazione reale e contattano l’utente spacciandosi per lo staff dell’hotel. A quel punto richiedono con urgenza una verifica della carta di credito attraverso un link malevolo creato ad hoc, aggirando e annullando tutte le tutele e i protocolli di sicurezza della piattaforma originale. Proprio per neutralizzare queste deviazioni esterne, le piattaforme ricordano l’importanza fondamentale di non abbandonare mai l’ecosistema protetto nativo.
Le piattaforme
Per questo motivo è fondamentale «mantenere sempre la comunicazione e i pagamenti all’interno della piattaforma di prenotazione. I tentativi di spostare la conversazione su app di messaggistica esterne o di effettuare pagamenti al di fuori della piattaforma rappresentano uno dei principali segnali di allarme, poiché consentono ai truffatori di aggirare le misure di sicurezza e le tutele offerte dalla piattaforma».
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