La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane nel 2025 è cresciuta di 266,6 miliardi passando da 5.881,6 a 6.148,2 miliardi, con un aumento del al 4,5%. È quanto emerge da un report del Centro studi di Unimpresa, secondo il quale in calo risultano invece i depositi, che diminuiscono da 444,4 a 432,5 miliardi, con una riduzione di 11,9 miliardi (-2,7%) e una contrazione del peso dal 7,6% al 7,0%. Il “rilevante” incremento della ricchezza finanziaria delle famiglie rispetto al 2024 si accompagna a una “profonda ricomposizione dei portafogli”, segnata da una graduale riduzione della liquidità improduttiva e da un rafforzamento degli investimenti finanziari più dinamici: più titoli e meno depositi, anche se i conti correnti restano la singola voce più consistente del risparmio, crescendo da 1.112,4 miliardi nel 2024 a 1.140,9 miliardi nel 2025, con un aumento di 28,5 miliardi (+2,6%). Tuttavia, la loro incidenza sul totale scende leggermente dal 18,9% al 18,6%, segnalando che la liquidità continua ad aumentare in valore assoluto, ma perde centralità nella composizione complessiva della ricchezza.
Tensioni cicliche
“I numeri sui risparmi delle famiglie italiane raccontano una verità che troppo spesso viene sottovalutata: l’economia del nostro Paese è più forte, resiliente e sorprendente di quanto non emerga dal dibattito quotidiano“, ha detto Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, “Un aumento di oltre 266 miliardi della ricchezza finanziaria in un solo anno non è un fatto episodico, ma il segno di una solidità profonda costruita nel tempo, che resiste alle incertezze internazionali e alle tensioni cicliche. Questa grande massa di risparmio rappresenta però anche una responsabilità collettiva. Una quota crescente di capitali si sta orientando verso strumenti finanziari più dinamici: è un segnale positivo, che va accompagnato da politiche capaci di canalizzare una parte di queste risorse verso la crescita delle imprese, in particolare delle piccole e medie, che sono il motore dell’occupazione. Investire nelle imprese significa creare lavoro stabile, innovazione, competitività e, in ultima analisi, rafforzare il tessuto sociale del Paese. Questo risultato è favorito anche da un quadro di stabilità politica che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare la fiducia di famiglie e operatori economici. La continuità dell’azione di governo e una gestione responsabile dei conti pubblici hanno creato le condizioni per cui il risparmio non si è ritratto, ma ha continuato a crescere. È su questa base di fiducia che occorre ora costruire la prossima fase: meno incertezza, più investimenti produttivi, più crescita reale”, conclude.
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