Unicredit ha ricevuto dalla Banca Centrale Europea l’autorizzazione all’applicazione della metodologia del Danish Compromise nel calcolo dei coefficienti patrimoniali consolidati del gruppo.
Di conseguenza, rende noto l’istituto guidato dall’ad Andrea Orcel, a partire dalla rendicontazione relativa al terzo trimestre 2026, le partecipazioni assicurative potranno essere trattate mediante ponderazione per il rischio anziché essere dedotte dal capitale regolamentare.
L’autorizzazione, sottolineano da Gae Aulenti, rafforza la posizione patrimoniale di UniCredit, generando un beneficio stimato di circa 52 punti base sul coefficiente CET1, sulla base della situazione al secondo trimestre del 2026. Conferma inoltre l’impegno del Gruppo, conclude UniCredit, a ottenere l’approvazione entro la fine di settembre e contribuisce a rafforzare ulteriormente il rigoroso approccio nell’allocazione del capitale.
Cos’è il Danish Compromise
Il Danish Compromise è un incentivo regolamentare che prevede uno sconto sul capitale primario (Cet1) da mantenere a fronte delle attività di rischio: se prima una banca doveva dedurre integralmente il valore delle partecipazioni nelle compagnie assicurative, da allora, a fronte di certi presupposti, è stato possibile dedurne solo una parte, ponderandone il valore in base a coefficienti di rischio.
Dal gennaio 2025 questa prassi, sempre più diffusa tra i gruppi finanziari internazionali, è diventata una disposizione permanente, accolta nella direttiva europea Crr3.
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