Il mercato italiano della bicicletta chiude il 2025 ancora in calo, confermando una fase di difficoltà che si trascina ormai da alcuni anni. Secondo i dati diffusi da Confindustria ANCMA, le vendite complessive di biciclette ed e-bike si fermano a 1,303 milioni di unità, in flessione del 4% rispetto al 2024. Il dato aggregato nasconde però dinamiche differenziate: le biciclette tradizionali scendono a 1,047 milioni di pezzi (-3%), mentre le e-bike registrano una contrazione più marcata, attestandosi a 256 mila unità (-7%), segnale di un rallentamento dopo anni di espansione sostenuta.
A pesare è soprattutto la debolezza della domanda interna, che colpisce in modo particolare il canale specializzato. I negozi di riferimento del settore registrano infatti un calo significativo delle vendite, pari al -14% per le e-bike e al -8% per le biciclette muscolari. Una dinamica che evidenzia le difficoltà strutturali di una rete commerciale centrale per la filiera e che viene solo in parte compensata dalla crescita di altri canali, come la grande distribuzione e l’online, contribuendo a contenere la flessione complessiva ma ridefinendo al tempo stesso gli equilibri del mercato.
Sul fronte industriale emergono invece segnali più incoraggianti, almeno per il comparto delle biciclette tradizionali. La produzione cresce del 6%, raggiungendo 1,805 milioni di unità, mentre l’export sale dell’11% a 1,042 milioni di pezzi. Anche in valore le esportazioni registrano un incremento significativo, passando da 276 a 317 milioni di euro (+14,8%), a fronte di una riduzione dell’import sia in volume (-28%) sia in valore (-2,2%). Numeri che indicano una certa capacità di tenuta della filiera produttiva nazionale, sostenuta dalla qualità e dal posizionamento sui mercati esteri.
Più complesso il quadro del segmento e-bike, che evidenzia una frenata lungo tutta la catena del valore. Nel 2025 la produzione si riduce del 17% a 281 mila unità, mentre l’export cala del 20,7% e l’import del 7,8%. Anche in termini economici il comparto registra un arretramento: le esportazioni scendono a 139 milioni di euro (-9,2%) e le importazioni a 124 milioni (-10%). Il rallentamento appare legato sia alla contrazione della domanda sia a fattori competitivi e regolatori.
Nel complesso, la bilancia commerciale del settore ciclo resta positiva, attestandosi a +172 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i +175 milioni del 2024. A sostenere il risultato contribuisce anche la dinamica della componentistica, con esportazioni in crescita a 550 milioni di euro (+14,5%) e importazioni in aumento a 577 milioni (+25,4%), segnale di una filiera ancora dinamica ma inserita in un contesto competitivo più complesso.
“Il 2025 è stato un anno difficile, probabilmente uno dei più complessi degli ultimi tempi per il mercato nazionale della bicicletta. La lettura approfondita dei dati fa risuonare un campanello d’allarme. Il dato delle vendite in particolare va interpretato con attenzione, perché dietro una flessione complessiva relativamente contenuta si nascondono sofferenze importanti, soprattutto nel canale specializzato, che continua a rappresentare il cuore del nostro settore. Allo stesso tempo, i numeri della produzione, dell’export e della bilancia commerciale confermano la qualità, la resilienza e la capacità industriale della filiera italiana, che rimane un’eccellenza nel panorama internazionale” osserva il presidente di ANCMA, Mariano Roman. L’attenzione si concentra inoltre sul segmento e-bike, dove, secondo l’associazione, si stanno moltiplicando fenomeni distorsivi legati alla diffusione di veicoli commercializzati impropriamente come biciclette elettriche. Da qui la richiesta di rafforzare i controlli e chiarire il quadro normativo, a tutela delle imprese corrette, della sicurezza dei consumatori e della concorrenza.
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