Sono sempre di più gli italiani che si indebitano per andare in vacanza: quest’anno sono stati 225 i milioni di euro presi in prestito nel Belpaese per viaggi e vacanze. E negli ultimi sette anni il trend è stato in crescita costante: circa l’1-2 per cento di coloro che chiedono un prestito personale lo fa per finanziare le proprie ferie estive.
Il fenomeno affonda le radici nei costi elevati di viaggi e soggiorni nei luoghi di villeggiatura: si stima che per le ferie del 2026 gli italiani spenderanno in media 939 euro a testa. Per questo motivo nel Belpaese per la bella stagione si è puntato a ottenere in media un prestito da 5.239 euro da restituire in 50 rate mensili dal valore di 128 euro.
Ciò avviene mentre, secondo una recente ricerca del centro studi di Unimpresa, famiglie e piccole imprese pagano tassi estremamente elevati per accedere al credito. A marzo 2026 il credito al consumo è costato in media il 10,34 per cento. A marzo 2026 il Taeg applicato ai prestiti destinati alle famiglie è stato di 10,34 per cento, praticamente identico al 10,50 per cento di gennaio 2025. In oltre un anno il calo è stato di appena 0,16 punti percentuali, nonostante l’allentamento della stretta monetaria europea.
Buy Now Pay Later
Secondo uno studio appena pubblicato dal Centro Studi Confcooperative almeno due italiani su 10 vanno in vacanza con un finanziamento Buy Now Pat Later. Usufruendo cioè di servizi come Klarna e Scalapay, che permettono di attivare un pagamento rateizzato, talvolta senza interessi, in pochi secondi attraverso l’app. Negli ultimi tre anni il credito erogato attraverso questa tipologia di servizi è cresciuto del 127 per cento e nell’ultimo anno ha visto un’impennata del 23 per cento. Questo genere di finanziamenti se da un lato presenta degli indiscutibili vantaggi, come la possibilità di accedere in pochi secondi e senza troppi controlli burocratici al credito, nasconde molte insidie. La prima è il sovraindebitamento: è molto facile accumulare i prestiti. Quando si accede a un finanziamento con una rata mensile di poche centinaia (o addirittura decine) di euro, si tende a sottostimarne l’impatto sul portafoglio. Si finisce così per accumulare prestiti su prestiti. Il risultato spesso è di non riuscire a saldare tutte le rate alla loro scadenza. Questo ha delle ripercussioni: le piattaforme applicano delle penali o un aumento di interessi a chi non paga le rate in tempo. E se questa tendenza si ripete nel tempo può sporcare il merito creditizio di un consumatore, inficiando la possibilità di chiedere altri prestiti in futuro.
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