Quando il sogno olimpico prende la forma di portachiavi, magliette, berretti, felpa, borsa a tracolla, è normale volerselo portare a casa. Bello o brutto non importa. Conquistare un po’ di spirito sportivo dal divano di casa è nei desideri di tutti. Soprattutto i peluche-ermellino, Tina e Milo, le mascotte dei Giochi, sono tra i più ambiti ricordi di Milano-Cortina 2026. Anche il New York Times ha scritto un articolo per dire che i due pupazzetti – venduti a circa 15 euro per 13 centimetri sui siti ufficiali – sono ormai introvabili, «più difficili da conquistare di una medaglia». Quando sale la febbre da gadget, è facile incorrere nel malinteso più comune al mondo: credere di avere fatto un affare, quando invece lo hanno fatto gli altri. Bastano uno sconto gonfiato e un’offerta a tempo a cancellare i dubbi di chi acquista, ed è qui che si insinuano i truffatori, sempre più sofisticati. Quando c’è un grande evento di mezzo come le Olimpiadi, l’occasione è ghiotta.
Non parliamo dei ruffiani da strada, che pure ci sono da sempre. Quelli di ultima generazione usano i social per buttare giù una rete a strascico in cui pescare più pesci possibili. «Olympic fever, epic Savings!» (febbre olimpica, risparmi epici!), oppure «Iscriviti e risparmia fino all’80%», i messaggi promozionali di una di queste pagine social, che ricordano in tutto e per tutto quelle ufficiali. Si tratta infatti non di copie raffazzonate, ma di imitazioni perfette o quasi. Già il nome è un tranello: si chiamano Milano – Cortina 2026, Olympic Store, Olympic merchandising shop. Sono settimane che nel mirino ci sono gli utenti di Europa e Usa di Meta, di cui si è riusciti a eludere i meccanismi di rilevamento.
Si tratta infatti di una infrastruttura fraudolenta organizzata per creare domini a poche ore di distanza con raffinate modalità di promozione delle pagine. Basta un clic per iniziare a interagire con i siti fraudolenti, con il rischio di consegnare dati personali, credenziali, email e telefono. Spesso, ed è la migliore delle ipotesi, una volta completato l’acquisto, arriva a casa merce contraffatta oppure niente.
In altri casi, i peggiori, si subisce un furto di dati dalla carta di credito, ed è possibile che a fine mese ci si accorga di essere stati derubati. Queste piccole truffe non sono le uniche delle Olimpiadi, ci sono quelle dei biglietti falsi, tra le più dannose per gli appassionati di sport, e le finte piattaforme streaming che promettono dirette degli eventi sportivi in super sconto. E per quanto ci piaccia pensarci più furbi, finirci dentro non è un caso, ma la regola.
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