Non è ancora andato in scena, ma vale già oltre 252 milioni di euro. Che musica per gli affari. La 76ª edizione del Festival di Sanremo, secondo l’analisi economica diffusa da EY il 13 febbraio 2026, si conferma una macchina redditizia, capace di generare un impatto complessivo superiore a quello dello scorso anno, attestatosi a quota 245 milioni. L’evento musicale più nazionale popolare, insomma, funziona come un’industria.
Il valore aggiunto stimato è pari a circa 96 milioni di euro, mentre l’occupazione attivata supera le 1.300 unità calcolate in termini di FTE, cioè unità di lavoro equivalenti a tempo pieno che consentono di misurare in modo omogeneo il volume effettivo di lavoro generato. La fotografia scattata da EY restituisce un impatto articolato: quasi 102 milioni di euro di effetti diretti sul valore della produzione, circa 110 milioni di impatto indiretto lungo la filiera e quasi 40 milioni di indotto.
Il Festival si conferma così un moltiplicatore economico che coinvolge organizzazione, servizi, turismo e attività professionali. La sola presenza di spettatori e addetti ai lavori a Sanremo contribuirebbe con 28 milioni di euro di valore della produzione e circa 12 milioni di valore aggiunto, attivando 225 occupati. Per le cinque serate è stimato un tasso di occupazione dei posti pari al 90%, mentre la spesa media giornaliera per singolo spettatore si attesta intorno ai 500 euro, includendo trasporti, pernottamenti, ristorazione e altre spese. Una cifra che si traduce in ricavi diretti per il territorio.
La voce più pesante resta però quella legata a pubblicità e sponsorizzazioni. Le spese rese pubbliche genererebbero un impatto economico complessivo di circa 176 milioni di euro, con oltre 65 milioni di valore aggiunto e più di 800 posti di lavoro attivati. Sul piano strettamente organizzativo, il valore della produzione per il 2026 è stimato in circa 48 milioni di euro, mentre le spese pubblicitarie e degli sponsor hanno raggiunto i 70 milioni, in linea con l’incremento della raccolta.
Mario Rocco, Valuation, Modelling and Economics Leader di EY Italia, sottolinea che il Festival si conferma un attore rilevante per la crescita economica regionale e per l’immagine del Paese. Il dato 2026, lievemente superiore a quello dell’edizione precedente, riflette la crescente attenzione degli sponsor e l’aumento della partecipazione del pubblico, indicatori che – secondo le previsioni – potrebbero sostenere ulteriori incrementi degli investimenti e dell’impatto economico complessivo nelle prossime edizioni.
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