Come diceva la nonna, l’unica difesa è non accettare caramelle dagli sconosciuti». Con questa amara considerazione Alessandro Curioni, esperto di cybersecurity e presidente di Di.Gi. Academy, sintetizza la sola strategia che funziona contro le truffe sentimentali online: tenersi alla larga dagli ami gettati in rete. Un fenomeno in crescita, ma su cui è complesso avere dati precisi visto che le vittime si vergognano e nella maggior parte dei casi evitano di denunciare, anche considerando che è quasi impossibile recuperare il maltolto. Secondo il rapporto Clusit, nel primo trimestre 2024 le truffe romantiche sono aumentate del 46,5% rispetto allo stesso periodo del 2023. Una ricerca di Ing con YouGov mette in luce dati ancora più preoccupanti: un italiano su due è stato contattato online da una persona sconosciuta che cercava di intrecciare un rapporto sentimentale sospetto e il 75% ha sentito parlare di persone truffate da qualcuno che si fingeva una celebrità. A fronte di questi dati, però, le denunce sono state appena 461: chi si ritrova ingannato e con il conto prosciugato preferisce restare in silenzio che affrontare la gogna pubblica fatta d scherno e risatine. Un meccanismo psicologico che si basa sulla vergogna e che i criminali virtuali sanno come sfruttare a loro vantaggio. Secondo Statista, nel 2023 le frodi romantiche in Italia hanno fruttato 3,46 milioni di euro. A livello internazionale, si parla di proventi per almeno 3,8 miliardi.
A cadere nella rete può essere chiunque, a prescindere da sesso, età e stato sociale. E in caso di prede particolarmente ghiotte ma più diffidenti si usano addirittura come arma di ricatto o “ventre molle” figli e parenti. E mentre gli innamorati in carne e ossa festeggiano San Valentino, negli Stati Uniti arrivano le campagne ad hoc contro queste frodi organizzate dall’Fbi. Tanto più che, alle tecniche e armi virtuali tradizionali, si è aggiunta la potenza di fuoco fornita da deepfake e intelligenza artificiale.
Scam city
«Ci sono casi di criminali isolati che si costruiscono identità di fantasia per far innamorare le vittime – spiega Curioni – ma a organizzare le truffe romantiche, così come le classiche frodi finanziarie, in realtà sono delle vere e proprie strutture industriali criminali con sede nelle scam city principalmente del Myanmar». Qui, vicino al confine con la Cina, le vecchie cittadelle controllate dalle mafie locali e consacrate al gioco d’azzardo illegale si sono riconvertite: le truffe online rendono di più e con meno rischi. Si parla di vere e proprie città da 10/15 mila persone provenienti da tutto il mondo, che lavorano 24 ore su 24 sette giorni su sette per raggirare chi è più fragile. «Di solito – prosegue l’esperto – il primo contatto avviene in chat e per questi tentativi iniziali si ricorre sempre più spesso ai chatbot. Se la potenziale vittima mostra interesse, allora subentra una persona in carne e ossa che tiene vive le conversazioni e individua le insicurezze sui cui andare a colpire: chiunque, in un momento di particolare difficoltà e debolezza, può cascare nella rete, nessuno escluso». Si parte con la pesca a strascico per poi affinare l’attacco in base alle caratteristiche della preda. Una volta che la vittima si è innamorata di una persona che in realtà non esiste, iniziano le richieste di soldi, sempre più consistenti e sempre più pressanti. «Vanno avanti finché le persone sono disposte a versare, anche attraverso ricatti e minacce di diffondere foto e video compromettenti, che spesso vengono poi ceduti da un’organizzazione criminale all’altra: la vittima entra in una spirale infernale visto che nel Web non sparisce nulla, al massimo si inabissa per qualche mese per poi ricomparire. E così le richieste di soldi ripartono».
Modelli e video deepfake
Difficile trovare un modo per far cadere il velo prima che sia troppo tardi: in molti consigliano di usare le videochiamate per verificare chi c’è dall’altra parte dello schermo, ma i truffatori sono già un passo avanti: «I video deepfake non sono ancora abbastanza avanzati da reggere una conversazione dal vivo in diretta, ma le organizzazioni criminali assoldano modelli in grado di superare questo test. E sono arrivate a rapire delle persone, almeno in un caso anche un italiano, per procurarsi le “figure professionali” di cui hanno bisogno». Per quel che riguarda gli audiomessaggi registrati, come quelli che si mandano su Whatsapp, invece, oggi l’IA è abbastanza avanzata da essere indistinguibile da una voce umana. Lato pagamenti, i metodi tradizionali come i bonifici per il momento restano più usati delle cripto. «È quasi impossibile recuperare i soldi, anche perché le denunce di solito arrivano con mesi o anni di ritardo. Quindi i truffatori si fanno spedire il denaro con qualsiasi metodo disponibile».
Le piattaforme sono tutte ugualmente a rischio: «I social forse più delle app di dating in cui c’è maggiore controllo. Ma in generale le bande si spostano e migrano da un sito all’altro in base allo loro popolarità».
Foto compromettenti
Il tema delle truffe sentimentali investe anche la sicurezza delle aziende: spesso imprenditori e grandi manager vengono presi di mira da criminali interessati a rubare dati riservati o, più banalmente, a estorcere cifre importanti. Se questa forma di spionaggio industriale è sempre esistita, le forme diventano più raffinate. E se non si riesce ad arrivare ai padri si punta ai figli. «Mi sono occupato di un caso – spiega Curioni – in cui un dirigente si è visto arrivare foto compromettenti della figlia, adescata con la promessa di un finto provino da modella, con la richiesta di un riscatto per fermare la loro diffusione. In un altro caso, dal telefono di un manager erano partite mail in cui chiedeva di fare bonifici dai conti della ditta a quelli dei truffatori: abbiamo scoperto che il suo cellulare era stato infettato da un malware arrivato dal telefono del figlio che aveva da poco trovato una “fidanzata” online, ovviamente tanto bella quanto inesistente».
In questi casi, difficile stabilire se l’attacco fosse mirato fin dall’inizio o se i criminali, una volta fatte indagini sulle prede, abbiano deciso di alzare il tiro per arrivare ai patrimoni ben più cospicui dei loro genitori.
E nessuno si può sentire al sicuro, chiosa Curioni: «Sono stati rubati 300.000 euro perfino a un membro dei servizi segreti, finito vittima di una truffa finanziaria». Meglio quindi non ridere troppo di chi finisce per innamorarsi del falso Brad Pitt…
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