La fotografia scattata dalla Banca d’Italia nel primo Bollettino economico del 2026 restituisce
un’economia che, pur in un contesto internazionale complesso, continua a crescere con passo
prudente ma costante. Dopo la lieve flessione primaverile, nel terzo trimestre dello scorso anno il
Pil è tornato ad aumentare (+0,1%), sostenuto soprattutto dal deciso recupero delle esportazioni e dall’espansione degli investimenti, favoriti da incentivi fiscali e dalle misure legate al Pnrr. Un andamento che, secondo via Nazionale, è proseguito anche nel quarto trimestre, con una crescita moderata trainata dai servizi – in particolare quelli alle imprese – e da segnali di recupero nell’industria.
Le prospettive
Le prospettive restano coerenti con questo scenario: Bankitalia conferma una crescita del Pil attorno allo 0,6% nel 2025 e nel 2026, con un’accelerazione graduale fino allo 0,8% nel 2027 e allo 0,9% nel 2028. La domanda interna è indicata come il principale motore dell’espansione, mentre gli investimenti continuano a beneficiare di condizioni finanziarie favorevoli e dell’impulso del Pnrr. Sul fronte dei prezzi, l’Italia si conferma tra i Paesi più virtuosi dell’area euro. Nel quarto trimestre l’inflazione si è mantenuta su livelli bassi grazie alla dinamica contenuta dei servizi e al calo dei prezzi energetici. Le proiezioni indicano un’inflazione all’1,4% nel 2026, con una risalita graduale verso valori prossimi al 2% nel 2028, in linea con l’obiettivo di stabilità.
Mercato del lavoro
Anche il mercato del lavoro offre segnali positivi. L’occupazione è tornata a crescere nei mesi autunnali e il tasso di disoccupazione si è ulteriormente ridotto, mentre le retribuzioni contrattuali nel settore privato non agricolo sono aumentate in media del 3,2% nei primi undici mesi del 2025, superando l’inflazione. È vero che i salari reali restano sotto i livelli del 2021 e che permangono differenze settoriali, soprattutto nei servizi, ma i rinnovi contrattuali più recenti e i meccanismi di recupero dell’inflazione – come nel comparto metalmeccanico – vanno nella direzione di un progressivo recupero del potere d’acquisto.
I consumi
Non mancano, tuttavia, elementi di cautela. I consumi delle famiglie crescono a ritmi contenuti, frenati da aspettative prudenti e da un’elevata propensione al risparmio. Le prospettive della manifattura restano incerte, anche per l’intensificarsi della concorrenza cinese e per il riassetto dei flussi commerciali globali. Inoltre, se l’indebitamento netto in rapporto al Pil è atteso in riduzione nel 2025, il debito pubblico continuerebbe a crescere. Nel complesso, però, il messaggio del Bollettino è chiaro: l’economia italiana mostra capacità di tenuta e segnali di rafforzamento graduale, con basi più solide rispetto al passato e un percorso di crescita che, pur senza strappi, appare credibile e sostenibile.
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