Novità per le auto vecchie: sarà possibile radiare e rottamare circa 4 milioni di auto sottoposte a fermo, vere e proprie carcasse abbandonate. L’altra novità riguarda le macchine soggette a richiamo che i proprietari non hanno portato in assistenza, che saranno inserite in un apposito elenco telematico, una sorta di black list per le auto non sicure.
Le auto fantasma
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entra in vigore la legge n. 14/2026 (DDL n. 1431) che apporta “modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e altre disposizioni in materia di cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo”. Si stima che, a partire da oggi, 4 milioni di auto fantasma potranno essere finalmente radiate e rottamate, e di questi 1 milione potrà essere demolito, liberando strade e terreni. Fino a ora le auto sottoposte a fermo amministrativo venivano “congelate”, rimanendo inutilizzabili e col divieto di cancellazione dai pubblici registri , ma questo ha portato alla crescita di vetture abbondonate per anni in strada o su terreni, con un incremento del degrado.
Piccola rivoluzione
“La nuova legge rappresenta una piccola rivoluzione, in quanto consente sia ai proprietari di tali vetture, sia a Comuni ed enti locali, di richiedere la radiazione del mezzo, ossia la cancellazione da Pra e da ogni pubblico registro, sia la rottamazione, ossia la distruzione fisica del veicolo, con vantaggi per tutti – afferma il presidente di Federcarrozzieri Davide Galli – I proprietari di auto sottoposte a fermo erano infatti costretti fino ad oggi a pagare bollo e, fino al 2024, anche l’assicurazione nonostante il veicolo fosse inutilizzabile, mentre ora potranno sbarazzarsi del mezzo ed evitare tali costi, ma come conseguenza non potranno beneficiare di incentivi o agevolazioni pubbliche per l’acquisto di un nuovo veicolo, né il loro debito con lo Stato sarà cancellato”.
Le auto richiamate non in regola
L’altra novità riguarda invece l’arrivo del database delle auto richiamate e non riparate. Con decreto del direttore generale della Motorizzazione civile è stato infatti istituito l’elenco telematico previsto dall’articolo 80 bis del nuovo Codice della strada che impone alle case automobilistiche l’obbligo di inserire in tale database i dati relativi alle vetture richiamate non portate in officina per gli intervento di messa in sicurezza, dopo 24 mesi dall’avvio della campagna di richiamo. L’elenco, che entra in vigore domani, sarà consultabile dai cittadini attraverso il Portale dell’automobilista.
Sanzioni salate
“Si tratta di una novità molto importante sul fronte della sicurezza stradale – sottolinea Davide Galli – Oggi i richiami delle case costruttrici si moltiplicano anche in virtù di auto sempre più tecnologiche e dai componenti sofisticati, ma spesso le informazioni rese agli automobilisti non sono efficaci né puntuali, con la conseguenza che migliaia di proprietari circolano a loro insaputa su vetture potenzialmente pericolose. Grazie a questo database cittadini e organi di polizia potranno verificare se un veicolo non è stato sottoposto alla prevista campagna di richiamo, e per i trasgressori sono previste salate sanzioni: fino a 60mila euro per i costruttori per ciascuna misura non adottata, 173 euro per i proprietari che circolano con un’auto inserita nell’elenco”.
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