Banche al primo posto, poi Brunello Cucinelli, Ferrari, Moncler e Tenaris. Sono queste le società dell’indice Ftse Mib che hanno annunciato cedole più elevate rispetto al passato esercizio. La stagione dei dividendi è appena iniziata ma è già possibile delineare un quadro generale, dal quale emerge una leggera ma sostanziale crescita delle remunerazioni. Ci sono però anche variazioni negative, fino alla totale sospensione dei pagamenti.
Mps
La banca senese ha proposto di distribuire agli azionisti circa 2,6 miliardi di euro, 0,86 euro per ciascuna azione. Il titolo a metà settimana veniva scambiato a 8,69 euro,+31% rispetto a un anno fa. Lo scorso 19 febbraio Kbw aveva confermato il giudizio «outperform» (farà meglio del mercato) e alzato il target price a 0,5 euro, mentre in precedenza (11 febbraio) Barclays lo aveva ridotto a 9,1 euro, ribadendo nel contempo la raccomandazione «equalweight» (pesare correttamente in portafoglio).
Mediobanca
L’esercizio per Mediobanca si chiude il 30 giugno di ogni anno. Il prossimo dividendo di 0,63 euro, su un bilancio di soli sei mesi, sarà pagato il 22 aprile. Scambiato mercoledì 25 febbraio a 19,5 euro, il titolo presentava a quella data una plusvalenza del 17,6% circa rispetto a un anno fa. Varie le più recenti valutazioni degli analisti, alla vigilia del cda del 5 marzo. Il 19 febbraio Kbw aveva ribadito il giudizio «outperform», alzando il target price a 22,61 euro. L’11 febbraio, invece, Barclays aveva confermato la valutazione «underweight» (sottopesare) e tagliato il prezzo obiettivo a 16,6 euro.
Banco Bpm
Ammonta a 1 euro per azione, senza variazioni rispetto allo scorso anno, il dividendo di Bpm, di cui 0,46 euro già pagati anticipatamente a novembre 2025. Il saldo di 0,54 euro sarà corrisposto il 22 aprile. Tutte in positivo le più recenti valutazioni delle banche d’affari. Il 10 febbraio Intesa Sanpaolo aveva confermato la raccomandazione «buy» e alzato il target price a 14,5 euro, mentre il 6 febbraio Equita Sim aveva mantenuto il giudizio «hold» ma con un ritocco al rialzo (a 15 euro) dell’obiettivo di prezzo.
Brunello Cucinelli
Il dividendo di 1,04 euro sarà in pagamento dal 20 maggio. Il titolo valeva mercoledì scorso poco più di 85 euro, il 31,4% in meno rispetto a un anno fa. Contrastanti i più recenti giudizi, con Berenberg che il 20 febbraio ha confermato il «buy» ma tagliato il target price a 120 euro. Identica la valutazione di Ubs, mentre il 2 febbraio scorso Equita Sim aveva invece ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo, fissandolo a 118 euro.
Ferrari
Il titolo, quotato a Piazza Affari dal 2016, valeva mercoledì scorso circa 321 euro, in crescita nel corso dell’ultimo mese ma ancora in perdita del 33% se il confronto viene fatto con un anno fa. Il dividendo di 3,615 euro sarà in pagamento il 5 maggio. Gli analisti sono in maggioranza ottimisti: il 16 febbraio Morgan Stanley aveva confermato il giudizio «equalweight» (pesare correttamente) e alzato il target price a 357 euro, mentre il 12 febbraio si erano espressi Citigroup, Jefferies e Intesa Sanpaolo. Nel primo caso con la promozione a «neutral» e un target di prezzo di 320 euro. Nel secondo con la conferma di «hold» (mantenere) e un obiettivo di prezzo in crescita (a 310 euro). Nel terzo con la conferma del «buy» e un obiettivo di prezzo di 400 euro (in calo). In precedenza (11 febbraio) sia Rbc Capital sia Deutsche Bank avevano confermato la raccomandazione «buy» con un target price rispettivamente di 430 e 460 euro.
Finecobank
La proposta del cda è quella di distribuire un dividendo unitario 2026 (relativo all’esercizio 2025) di 0,79 euro per azione. Il dividendo è in aumento del 7% rispetto agli 0,74 euro dell’anno precedente e lo stacco è in programma lunedì 18 maggio. Mercoledì scorso il titolo veniva scambiato a 20,3 euro per azione, +15,2% rispetto a un anno fa. Il 25 febbraio JP Morgan ha confermato il giudizio «overweight» (sovrappesare) e alzato il target price a 27 euro, mentre il 17 febbraio Ubs aveva promosso il titolo con il «buy» e indicato un prezzo obiettivo di 23,8 euro. L’11 febbraio, Morgan Stanley ed Equita Sim avevano alzato il target price rispettivamente a 25,5 e 25,8 euro.
Intesa Sanpaolo
Intesa, in attesa dell’approvazione da parte dell’assemblea, staccherà il 18 maggio 2026, con il pagamento di 0,19 euro il successivo 20 maggio. Si tratta della seconda tranche, dopo l’acconto di 0,186 euro già corrisposto nel novembre 2025. Le più recenti valutazioni degli analisti sul titolo risalgono al 4 febbraio («buy» da parte di Deutsche Bank, con target price a 6,8 euro) e al giorno precedente, con i report di Equita Sim, Barclays e JP Morgan (confermati nel primo caso il «buy» e «overweight» nel secondo e nel terzo, con prezzi obiettivo rispettivamente di 7,3 euro per la prima e di 7 euro per la seconda e terza).
Moncler
La società distribuirà un dividendo di 1,4 euro per azione, in pagamento il 20 maggio. Il titolo valeva mercoledì scorso 57,7 euro, +19,9% negli ultimi sei mesi, ma con una performance negativa (-12,9%) rispetto a un anno fa. Il 23 febbraio Barclays e Berenberg hanno confermato rispettivamente i precedenti «overweight» e «hold», con prezzi obiettivo di 62 e 57 euro. Senza variazioni anche i giudizi di Deutsche Bank, Bereenberg e Morgan Stanley («hold» nei primi due casi, «equalweight», pesare correttamente, nel terzo), con differenti obiettivi di prezzo (57, 54 e 59 euro rispettivamente).
Tenaris
In attesa di conferma da parte dell’assemblea, in calendario per il 12 maggio, alla prima tranche, di 0,29 dollari, anticipata nel novembre 2025, seguirà il saldo di 0,60 dollari che sarà pagato il 20 maggio prossimo. Il titolo veniva scambiato mercoledì 25 febbraio a 23,10 euro circa, in crescita del 28,4% rispetto a un anno fa. Generalmente ottimisti gli analisti. Il 25 febbraio Kepler-Cheuvreux ha confermato la raccomandazione «hold» (mantenere) e alzato il target price a 22,5 euro, mentre il 23 febbraio Goldman Sachs e Barclays avevano indicato rispettivamente un target di prezzo di 21,1 e 24 euro.
Unicredit
Dopo l’acconto di 1,4282 euro staccato a novembre 2025, il saldo di 3,149 euro per azione a saldo sarà in pagamento il 22 aprile. Il titolo veniva scambiato il 25 febbraio intorno a 73,8 euro, il 53,9% in più rispetto a un anno fa. Goldman Sachs e Deutsche Bank il 16 febbraio hanno alzato l’obiettivo di prezzo rispettivamente a 91,7 e 77 euro.
Stellantis
Essendosi chiuso in perdita il bilancio 2025, quest’anno non saranno remunerati gli azionisti. Tutti in calo i più recenti giudizi degli analisti. Banco Santander il 24 febbraio ha tagliato a 7 euro il target price e lo stesso aveva fatto Goldman Sachs il 20 febbraio. In precedenza (12 febbraio) Berenberg aveva confermato il «buy» e fissato a 7,8 euro il prezzo obiettivo ( in diminuzione rispetto alla precedente valutazione).
Leggi anche:
Nvidia non incanta più: cinque motivi perché Wall Street non esulta
Piccole Nvidia crescono anche in Piazza Affari
© Riproduzione riservata