Circa 5.000 i voli di compagnie aeree di tutto il mondo in arrivo e in partenza dai paesi dell’area del Golfo sono stati cancellati. Senza contare i ritardi sui voli ancora operativi. Secondo le prime analisi, l’impatto prodotto dallo scoppio della guerra in Iran è quasi pari a quello provocato dalla pandemia di Covid. Un colpo pesante al settore aereo, dentro e fuori la Borsa. Questa mattina tutti i titoli delle principali compagnie sono in caduta libera: Air France- Klm cede quasi il 10% a Parigi, la tedesca Lufthansa perde oltre il 6%, IAG mostra una flessione del 5%. Anche le compagnie americane fanno presumere una partenza in profondo rosso a Wall Street: nel pre-market, American Airlines segna un -5%, Delta Airlines quasi un -6%,
La guerra in Iran ha provocato la chiusura dello spazio aereo sopra l’Iran, ma anche Israele, Iraq, Qatar, Bahrain, Kuwait, Siria ed Emirati Arabi. Chiusura parziale invece in Arabia Saudita, mentre restano aperti, pur con operatività limitata, i voli su Giordania e Libano. L’Easa, agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione, ha pubblicato un bollettino sulle zone del conflitto, raccomandando ai vettori di “non operare nello spazio aereo interessato a tutti i livelli e le altitudini di volo” fino a oggi 2 marzo (per i voli l’aeroporto di Tel Aviv fino a venerdì 6 marzo).
A causa di queste chiusure, i voli dall’Europa verso l’Asia sono stati deviati su altre rotte che transitano sull’Arabia Saudita ed il Caucaso, non senza un maggior dispendio di carburante.
Trasporto aereo in tilt, rimborsi e assistenza
La normativa stabilisce che le tutele per i passeggeri previste in caso di cancellazione dei collegamenti si applicano anche ai voli (di linea, charter, low cost) in partenza da un aeroporto situato in un Paese non comunitario, con destinazione un aeroporto comunitario, qualora la compagnia aerea sia comunitaria.
Un evento bellico rientra nelle cause di forza maggiore non imputabili alla responsabilità delle compagnie aeree, e pertanto in caso di cancellazione del volo non spetta la compensazione pecuniaria fino a 600 euro a passeggero. Tuttavia, anche in questi casi i diritti dei viaggiatori devono essere garantiti dai vettori. Nello specifico in caso di cancellazioni dei voli le compagnie devono garantire assistenza ai passeggeri, sottoforma di pasti e bevande, sistemazione in albergo nel caso in cui siano necessari uno o più pernottamenti, trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa, due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica. Se l’assistenza non viene garantita e il passeggero ha dovuto pagare i pasti, le bevande, i taxi o gli hotel, la compagnia aerea deve rimborsare le spese sostenute, purché ragionevoli e appropriate: a tal fine è bene conservare tutte le ricevute attestanti tali spese.
Leggi anche:
1. Iran, spettro Hormuz: a rischio rotte e approvvigionamenti di petrolio
2. Guerra Iran fa tremare le Borse, petrolio +10% e corre l’oro
© Riproduzione riservata