Nuova crisi internazionale, nuova scommessa. Torna sotto le luci della ribalta Polymarket, a causa di una serie di movimenti sospetti registrati sul sito poco prima dell’attacco aereo sferrato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Sei account, apparsi sulla piattaforma solo poche ore prima dell’operazione militare, hanno scommesso sul bombardamento entro la scadenza del 28 febbraio, riuscendo a incassare complessivamente oltre un milione e duecentomila dollari in bitcoin con un tempismo che la piattaforma investigativa Bubblemaps definisce statisticamente impossibile senza una conoscenza anticipata dei fatti. L’analisi on-chain suggerisce che questi profili potrebbero non essere entità isolate, ma parte di un unico cluster di wallet riconducibili a un medesimo finanziatore. Un caso che sembra profilarsi come il perfetto esempio di insider trading geopolitico.
L’ombra di una fuga di notizie si allunga direttamente sull’amministrazione Trump, esattamente come con quanto accaduto il 3 gennaio in occasione dell’arresto di Maduro, quando i volumi di scommessa erano esplosi poco prima dell’annuncio ufficiale. I principali sospetti si concentrano sulla cerchia ristretta del Presidente, in particolare sui figli Erik e Donald Jr. e sui figli dell’inviato speciale Steve Witkoff, tutti noti investitori nel settore delle criptovalute. La posizione di Donald Jr. appare particolarmente delicata, dato il suo ruolo formale di consulente proprio per Polymarket. Sebbene non esistano ancora prove definitive del loro coinvolgimento diretto, la vicinanza ai briefing di sicurezza nazionale e il contemporaneo attivismo sulla piattaforma creano un corto circuito che molti osservatori ritengono insostenibile.
A tal proposito è da ricordare che l’amministrazione Trump ha recentemente archiviato due indagini federali sulla piattaforma avviate sotto la presidenza Biden e ha facilitato l’ingresso di Polymarket nel mercato statunitense, nonostante l’uso di network privati per aggirare le restrizioni geografiche rimanga una pratica diffusa. Tra i beneficiari di questa preveggenza spicca l’account Magamyman, che ha incassato oltre 630 mila dollari, seguito da profili come Dicedicedice e Neodbs che hanno generato profitti a sei cifre in un arco di tempo ridottissimo. Mentre la difesa di Polymarket si basa sull’idea che i mercati predittivi offrano segnali di intelligence preziosi tramite la cosiddetta saggezza delle folle, i critici sostengono che scommettere sugli esiti bellici crei un incentivo finanziario perverso alla prosecuzione dei conflitti.
Il senatore democratico Chris Murphy che ha definito illegale e immorale il profitto sulla guerra e ha una proposta di legge per vietare queste pratiche e definendo pubblicamente la situazione insider trading alla luce del sole.
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