Compri ora paghi dopo, ecco la nuova formula preferita per le piccole spese che non è possibile, o non si vuole, sostenere nel mese corrente. E quindi, grazie alle molte soluzioni che permettono di ottenere finanziamenti al consumo che consente di acquistare beni e servizi e di acquistarli in un secondo momento, il saldo è rimandato. I volumi erogati, stando al Market Outlook di CRIF, crescono del 23% su base annua, con un balzo ancora più evidente se si guarda al medio periodo: 220% rispetto al primo semestre 2022. Nello stesso arco temporale, i finanziamenti Small Ticket – sotto i 1.500 euro – registrano una contrazione del 10%, segnale di una migrazione progressiva verso formule di pagamento più agili e integrate nei canali digitali.
Micro acquisti
Il fenomeno riguarda prevalentemente le fasce di importo più basse. Nel 2025, il 60% dei contratti BNPL resta sotto i 1.000 euro, mentre solo il 24% supera i 1.500 euro. Una distribuzione opposta rispetto al credito finalizzato tradizionale (esclusi i veicoli), dove oltre un terzo delle pratiche si colloca sopra quella soglia. Nei micro acquisti questa pratica ha dunque un ruolo consolidato.
Per quanto la crescita sia sostenuta, la rischiosità è ancora contenuta: i tassi di default risultano inferiori rispetto al credito finalizzato, anche grazie a una clientela più selezionata e a una durata media più breve delle esposizioni. Il prodotto viene percepito, in molti casi, non come debito ma come estensione del pagamento: una differenza culturale che incide sui comportamenti di rimborso.
Sul fronte merceologico emergono molte divergenze: il credito Small Ticket resta dominante nei canali tradizionali: 43% nei negozi di elettronica e 35% nella grande distribuzione. Il BNPL, invece, si espande in ambiti più trasversali: prodotti per la persona (31,9%), abbigliamento e turismo (16,9%), casa (15,2%). L’espansione riflette anche l’introduzione della possibilità di pagare in seguito nei checkout online delle piattaforme di e-commerce. A preoccupare però è la dinamica comportamentale degli utenti: chi lo utilizza tende a riutilizzarlo. Allo stesso tempo, cresce la penetrazione tra chi ha già avuto prestiti tradizionali, segno di una sovrapposizione crescente tra i due mondi. Dal punto di vista demografico, il fenomeno non è più confinato ai giovani. La Gen X rappresenta il 34% degli utenti, seguita dai Millennials (29,5%). Più distanti Gen Z (18,1%) e Baby Boomers (18%), a conferma di una diffusione ormai trasversale.
Divario di genere
Colpisce il dato di genere: il 55% delle richieste BNPL proviene da donne, contro il 45% degli uomini. Una dinamica opposta rispetto allo Small Ticket, dove la componente maschile è maggioritaria (55%).
Sul piano geografico, il Sud resta meno penetrato (31% del BNPL contro il 40% dello Small Ticket), mentre il Nord-Ovest mostra una maggiore apertura (31% BNPL contro 23% Small Ticket). Il Centro si attesta al 24%, e il Nord-Est mantiene un equilibrio perfetto (15% per entrambe le tipologie).
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una sostituzione silenziosa: il credito tradizionale arretra nelle fasce basse, mentre il BNPL si afferma come infrastruttura di pagamento. Più che un prodotto finanziario, una nuova abitudine di consumo.
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