Il governo degli Stati Uniti ha effettuato tre trasferimenti di Bitcoin nella giornata di ieri, nel pieno dell’operazione militare Epic Fury contro l’Iran. Le transazioni, seppur di entità ridotta, sono state intercettate dalla piattaforma di analisi on-chain Arkham Intelligence.
Allo scoppio del conflitto i mercati hanno reagito immediatamente: la volatilità nell’area mediorientale, snodo centrale per la produzione mondiale di greggio, incalza i timori di shock sull’offerta e nuove spinte inflazionistiche.
L’oro ha perso oltre il 3,5% in una sola seduta, scendendo a 5.100,27 dollari l’oncia, mentre l’argento ha ceduto più del 6,5%, attestandosi a 82,64 dollari. Anche il Bitcoin ha registrato un calo superiore al 2% nelle ultime 24 ore.
Le transazioni Usa sono partite dal wallet governativo etichettato “Fondi sequestrati di Miguel Villanueva” e sono state inviate a tre indirizzi distinti per controvalori di circa 2.500, 16.250 e 3.800 dollari. Operazioni di questo genere sono utilizzate per testare la sicurezza e la piena operatività di nuovi indirizzi prima di movimentare somme più consistenti.
Secondo i dati di Arkham, Washington detiene ancora circa 23 miliardi di dollari in criptovalute, di cui 22,6 miliardi in Bitcoin, oltre a 126 milioni in USDT e 125,9 milioni in Ethereum. Una quota che rappresenta circa l’1,5% dell’offerta totale di Bitcoin. Ogni movimento di questi portafogli in una fase di conflitto aperto è potenziale preludio a operazioni più ampie.
Per quanto riguarda l’Iran, già a gennaio il centro per l’export della difesa iraniano (Mindex) ha iniziato a negoziare contratti per la vendita di droni e sistemi missilistici accettando pagamenti in asset digitali per bypassare i circuiti bancari tradizionali. La Banca Centrale Iraniana ha accumulato centinaia di milioni in USDT (Tether) per sostenere il Rial -la valuta nazionale -e finanziare importazioni critiche sotto sanzione.
Si pensa che Corpo dei Guardiani della Rivoluzione gestisca volumi miliardari in criptovalute attraverso network di “shadow banking” che toccano hub come Dubai e Hong Kong.
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