Giorgia Meloni è tornata a ribadire la linea dura contro le speculazione sui carburanti: “Riguardo all’attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”.
Le accise
Sul fronte delle accise mobili, il premier ha detto: “”Ci siamo dedicati con la massima attenzione alle possibili ricadute economiche” della crisi in Iran. “Sui carburanti, stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Questa attivazione è stata peraltro chiesta anche da parte dell’opposizione”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Senato, nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in Medio Oriente”.
Le richieste a Bruxelles
Il premier ha poi mandato le sue richieste all’Europa: “Piaccia o no, in molte nazioni europee una parte rilevante del costo dell’energia è legato, direttamente o indirettamente, al sistema europeo di tassazione del carbonio, il cosiddetto Ets. Un sistema che necessita di una revisione per correggere una serie di meccanismi che oggi – in un significativo numero di Stati membri, Italia inclusa – gonfiano artificialmente il prezzo dell’elettricità, con punte che, per la nostra Nazione, toccano i 30 euro per MwH, un quarto dell’intero costo dell’elettricità”, ha detto la Meloni, che ha aggiunto: “Gli Ets sono di fatto una ‘tassa’ voluta dall’Europa che dovrebbe gravare solo sulle modalità più inquinanti di produzione di energia, come quelle di origine fossile, ma finisce per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche quelle rinnovabili, che questa ‘tassa’ non la pagano – spiega la premier -. Con lo scoppio della crisi in Medio Oriente, il tema dei prezzi dell’energia ha evidentemente assunto ancora maggiore rilevanza ed è per questo che, a livello europeo, stiamo anche chiedendo, in attesa proprio di questa necessaria revisione annunciata per la seconda metà di quest’anno, di sospendere urgentemente l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico”. “Si tratta di un provvedimento che serve subito – aggiunge – e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente”.
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