Meta non ha bloccato le pubblicità illegali di prodotti finanziari rischiosi sulle sue piattaforme nel Regno Unito. Lo rivela Reuters, che sottolinea come la casa madre di Facebook avesse promesso di porre un argine al fenomeno. Un’indagine dell’autorità di controllo finanziario britannica – Fca – ha scoperto che, in una settimana di novembre, sono stati pubblicati 1.052 annunci su trading di valute e strumenti finanziari complessi da inserzionisti non autorizzati.
Più della metà – 56% – di questi annunci proveniva da inserzionisti già segnalati in passato alla stessa Meta. A livello globale miliardi di utenti di Meta sono stati esposti a pubblicità di truffe, come falsi investimenti, e-commerce fraudolento, casinò illegali e prodotti medici vietati. L’Fca aveva già avvertito che sempre più persone vengono colpite da truffe online sui social, soprattutto legate al trading. L’indagine serviva proprio a capire se Meta fosse efficace nel rimuovere questi annunci.
Meta ha contestato le accuse: secondo la società guidata da Zuckerberg la piattaforma interverrebbe attivamente nel contrasto alle frodi. L’autorità britannica si è concentrata su piattaforme come Facebook, Instagram e WhatsApp perché ospitano molti annunci finanziari sospetti. Un’altra verifica fatta a dicembre ha mostrato risultati simili: pochi inserzionisti recidivi sono responsabili della maggior parte degli annunci illegali.
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