Lavori in corso. Quando ci troviamo, di colpo, davanti a questo cartello stradale o segnalazione sui tabelloni luminosi, veniamo presi da rabbia, con insulti vari alle divinità, poi all’ira funesta fa seguito la depressione. Il quadro che si presenta è lo stesso, da Trieste in giù: autostrade intasate, code chilometriche; scriveva Marcello Marchesi, lunga la fila, stretta la via, faccio un sorpasso e così sia… Non è il caso di buttarla in dramma ma di certo la situazione autostradale italiana non garantisce viaggi sereni, al di là del maltempo che, in questa folle primavera, ha combinato danni incredibili, tra frane e smottamenti.
Interruzioni impreviste, deviazioni non sempre specificate, riduzioni di corsia, cantieri eterni, inquietanti avvisi di percorrenza, info radiofoniche su viabilità, applicazioni su telefoni cellulari e tablet, il viaggio, di lavoro o di turismo, si trasforma in una avventura infernale. A questo si aggiunge il fatto che, nonostante tutti questi ostacoli, il pedaggio resta invariato (in teoria il rimborso esiste ma ottenerlo è un’impresa e non è dovuto in caso di cantieri emergenziali), mentre, ad esempio, Trenitalia provvede a un rimborso parziale del biglietto di viaggio in caso di ritardo, all’arrivo del treno, superiore ai 60 minuti, proprio a causa dei lavori, sulle autostrade è meglio lasciare ogni speranza e spettanza.
Il confronto
Ma c’è di più e ciò che ci differenzia dal resto delle realtà europea è proprio il pedaggio. In Italia il tariffario si aggira e oscilla tra 7 e 10 centesimi al chilometro, sembrano spiccioli ma basta una moltiplicazione del percorso per capire quanto la cifra diventi pesante, l’autostrada Milano-Napoli, lunga 770 chilometri, ha un costo di 62,20 euro. In Francia stanno peggio, le tariffe passano dai 12 ai 15 centesimi al chilometro, sono nettamente le più alte d’Europa, la Parigi-Marsiglia è lunga 775 chilometri e prevede un pedaggio di 85 euro.
Chi se la spassa sono i tedeschi, in Germania si viaggia gratis sulle autostrade da Nord a Sud, da Est a Ovest, 13mila chilometri senza pedaggio se non per i veicoli pesanti. In Inghilterra si paga un pedaggio per l’attraversamento di alcuni ponti o tunnel ma la rete autostradale, fatta eccezione per la M6 a Nord di Birmingham con costi accessibili (12 sterline), è gratuita. In Spagna molte autopiste-autovie sono gratuite, soprattutto la Madrid-Barcellona di 626 chilometri con le due tratte Madrid-Saragozza, Saragozza-Barcellona è libera da pagamento, la breve (9,4 chilometri) autostrada che collega Madrid all’aeroporto Barajas costa 50 centesimi. In Svizzera la vignetta ha un costo annuale di 40 franchi, in Austria oltre il doppio, 91,10 euro; in Ungheria 57,26 fiorini pari a 0,15 euro, in Slovenia 143 euro.
Le conseguenze dell’ondata di maltempo hanno sconvolto, proprio questa settimana, un tratto della Milano-Bari tra Vasto e Termoli, un devastante fronte franoso di oltre quattro chilometri che ha costretto alla chiusura dell’autostrada e della linea ferroviaria, un blocco che durerà mesi. Il pedaggio? Quello resta solidissimo e intoccabile. Buon viaggio.
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