L’ultima analisi di Lombard Odier sull’economia europea mette in luce una situazione delicata. Come sottolinea la Cio Office Viewpoint a cura di Bill Papadakis (Senior Macro Strategist, Banque Lombard Odier & Cie SA), l’economia europea affronta lo shock dei prezzi dell’energia provocato dalla guerra in Iran partendo da una posizione più solida rispetto al 2022. Tuttavia, viste anche le “cicatrici energetiche lasciate dall’invasione russa dell’Ucraina ancora ben presenti”, la banca d’affari prevede una risposta di politica monetaria che potrebbe essere “non del tutto appropriata”.
In particolare, visto i prevedibili aumenti dell’inflazione e rallentamenti della crescita, gli analisti si aspettano un inasprimento delle politiche monetarie in tempi brevi. Il report spiega: “La Banca Centrale Europea è preoccupata di non intervenire con sufficiente tempestività e di consentire alle pressioni sui prezzi di estendersi oltre il settore energetico. Ci aspettiamo quindi due rialzi dei tassi di interesse nel corso di quest’anno”.
Una scelta non priva di rischi, secondo Lombard Odier: “Questo scenario comporta il rischio di un errore di politica monetaria, che riteniamo verrà corretto nel 2027 attraverso un taglio dei tassi, in contrasto con le attuali aspettative di mercato”. Più nel dettaglio, il rialzo dei tassi “rischia di configurarsi come un errore politico che potrebbe rendere l’economia europea più vulnerabile. A differenza del 2022, oggi si osservano pochi segnali di pressioni inflazionistiche interne. Il mercato del lavoro è in equilibrio; i salari non stanno accelerando; le famiglie non stanno spendendo i generosi sussidi fiscali, come accadeva nel periodo post-pandemia; né si registra una forte domanda repressa a livello economico. Anche le aspettative di inflazione rimangono sotto controllo”.
Per questo Lombard Odier prevede “che la Bce dovrà annullare i due rialzi di 25 punti base che prevediamo per quest’anno mentre l’economia dell’area euro entrerà nel 2027 con pressioni sui prezzi in calo e rischi per la crescita in aumento. Questo è in contrasto con le aspettative del mercato, che continua a prevedere che la Bce mantenga i tassi intorno al 2,50% fino al 2027”.
Per quel che riguarda le politiche di investimento “tra i mercati sviluppati, preferiamo le azioni giapponesi rispetto a quelle europee. Manteniamo un posizionamento sottopesato sui titoli di Stato globali e una previsione a 12 mesi per il cambio euro/dollaro pari a 1,18”.
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