Rinnovabili e diversificazione sostengono Edison nel primo trimestre del 2026. Tre mesi difficili che hanno pesato sull’utile e caratterizzati da uno scenario particolarmente complesso, segnato da forte instabilità geopolitica, crescente volatilità dei mercati energetici e tensioni in Medio Oriente legate allo Stretto di Hormuz.
Nel periodo gennaio-marzo 2026, Edison ha registrato un mol a 350 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto ai 360 milioni dello stesso periodo del 2025. A sostenere la marginalità hanno contribuito in particolare le attività di ottimizzazione del portafoglio gas, favorite anche dal nuovo canale di approvvigionamento di GNL dagli Stati Uniti, oltre alla crescita della produzione da fonti rinnovabili. Il gruppo, infatti, ha incrementato di circa 200 MW la propria capacità installata tra fotovoltaico ed eolico rispetto all’anno precedente, beneficiando anche di condizioni di maggiore ventosità.
Più difficile, invece, la situazione sul fronte della produzione termoelettrica e idroelettrica. La fermata per manutenzione della centrale di Presenzano ha penalizzato la produzione termoelettrica, mentre la minore piovosità ha ridotto il contributo dell’idroelettrico. Anche il segmento retail ha risentito del contesto di mercato: pur registrando un aumento sia delle vendite di energia elettrica sia del numero di contratti di Edison Energia, la marginalità è diminuita a causa degli sconti volontari introdotti per sostenere famiglie e clienti vulnerabili nell’ambito delle misure collegate al Decreto Bollette. Stabile la performance di Edison Next.
Dal punto di vista economico, il trimestre evidenzia però un calo significativo dell’utile. Il risultato operativo (ebit) si è attestato a 101 milioni di euro, contro i 203 milioni del primo trimestre 2025, mentre l’utile netto è sceso a 41 milioni rispetto ai 139 milioni dell’anno precedente. A incidere sono stati soprattutto gli effetti legati alla valutazione finanziaria delle coperture energetiche e le conseguenze della forza maggiore notificata da QatarEnergy sulle forniture di gas naturale liquefatto.
Proprio il tema del gas rappresenta uno degli elementi più delicati del trimestre. A causa delle tensioni nello Stretto di Hormuz, QatarEnergy ha comunicato l’impossibilità di effettuare parte delle consegne previste verso il terminale Adriatic LNG. Complessivamente risultano coinvolti 12 carichi di GNL fino all’inizio di luglio 2026. Edison ha tuttavia attivato rapidamente misure di mitigazione e rafforzato i propri rapporti internazionali anche attraverso un accordo con Venture Global, che consentirà ulteriori forniture di gas verso l’Europa e l’Italia.
Sul fronte finanziario, Edison continua comunque a mostrare una struttura solida. Gli investimenti nei primi tre mesi dell’anno sono cresciuti del 40%, raggiungendo 163 milioni, destinati soprattutto allo sviluppo delle energie rinnovabili. Anche la posizione finanziaria netta migliora ulteriormente, con un saldo a credito di 283 milioni di euro, sostenuto dai forti flussi di cassa operativi.
Guardando ai prossimi mesi, Edison mantiene la previsione di un Ebitda 2026 compreso tra 1,2 e 1,4 miliardi di euro, pur stimando di posizionarsi nella parte bassa della forchetta prevista. La società sottolinea infatti come il quadro internazionale resti caratterizzato da elevata incertezza, forte competizione e volatilità dei prezzi energetici, in attesa di maggiore chiarezza sull’evoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz.
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