Allargare i confini della propria competitività e diventare un centro nevralgico degli investimenti internazionali, sfidando i grandi poli industriali europei. È questa l’ambizione della Lombardia. La regione, che traina l’economia italiana già da anni, punta ora a cambiare scala. L’obiettivo non è più soltanto difendere la leadership nazionale nell’attrazione di capitali esteri, ma trasformarsi in una vera piattaforma europea per industria, innovazione e sviluppo tecnologico.
I numeri, d’altronde, raccontano una realtà già consolidata. La Lombardia è oggi il principale polo italiano per gli investimenti e uno dei territori più dinamici d’Europa, ma il confronto con le grandi regioni industriali del continente mostra margini di crescita importanti. Da qui nasce la nuova strategia regionale: attrarre non semplicemente più investimenti, ma investimenti migliori, cioè capitali capaci di generare innovazione, occupazione qualificata, ricerca industriale e sviluppo. «I numeri – ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi – confermano il nostro primato italiano rispetto all’attrazione investimenti esteri; non possiamo però fermarci al primato nazionale, possiamo e dobbiamo migliorarci. Questo è l’obiettivo della nuova strategia di attrazione degli investimenti che abbiamo presentato in cui si evidenzia un ruolo più da protagonista e attivo di Regione Lombardia al fine di cogliere opportunità di nuovi investimenti presentandoci con ecosistemi completi: dalla ricerca, ai fornitori, alle competenze. Proviamo a giocarci la partita dell’attrazione in un campionato più difficile e maggiormente competitivo; alziamo il livello, proviamo a migliorarci; vogliamo essere meta internazionale e hub europeo».
La parola chiave è proprio “ecosistema”. La Lombardia vuole presentarsi agli investitori stranieri non soltanto come un luogo dove aprire uno stabilimento o una sede operativa, ma come un sistema integrato capace di offrire ricerca, università, filiere produttive, competenze tecniche, infrastrutture e servizi avanzati. In altre parole, un territorio pronto ad accompagnare l’investimento in ogni sua singola fase.
Il centro di questa strategia è il rafforzamento di “Invest in Lombardy”, il progetto nato nel 2010 in collaborazione con Milano & Partners e destinato ora a diventare il punto unico di accesso per gli investitori internazionali. Finora il programma ha supportato oltre 1.400 aziende estere interessate a investire sul territorio lombardo. Solo nel 2025, 34 imprese hanno già avviato o annunciato nuovi progetti, per un valore stimato di 2,8 miliardi di euro di investimenti e oltre 6.200 nuovi posti di lavoro. Attualmente sono 428 i progetti seguiti attivamente, concentrati soprattutto nei comparti strategici: semiconduttori, manifattura avanzata, industria 4.0, biotecnologie, farmaceutica, tecnologie ambientali, economia circolare, energie pulite e informatica. La novità è che ora la Regione vuole trasformare questo strumento in un vero “sportello unico” per gli investitori stranieri. Dalla prima analisi di mercato fino all’avvio operativo dell’attività, passando per autorizzazioni, incentivi, scelta delle aree produttive, selezione del personale e assistenza post-investimento. Un modello pensato per ridurre la burocrazia, velocizzare le decisioni e rendere il territorio più competitivo nella corsa internazionale ai capitali.
«La strategia per l’attrazione degli investimenti in Lombardia entra in una fase operativa con il Piano 2026, strutturato su sette pilastri che coprono l’intero ciclo dell’investimento, dalla lead generation ai servizi di aftercare – illustra Giovanni Rossi, direttore generale di Promos Italia –. L’approccio internazionale è rafforzato da attività promozionali e roadshow nei principali mercati esteri».
Le tre direttrici di sviluppo
Dietro il piano lombardo ci sono tre direttrici precise. La prima riguarda la qualità degli investimenti. La Regione punta a rafforzare la presenza nei settori più avanzati e ad alto valore aggiunto: informatica, scienze della vita, elettronica, aerospazio, chimica, agroalimentare evoluto e servizi innovativi. L’obiettivo è attrarre centri di ricerca, sviluppo tecnologico e funzioni direzionali.
La seconda direttrice è la valorizzazione dei territori e delle filiere produttive. La Lombardia vuole giocare la partita internazionale facendo leva sulle proprie specializzazioni industriali esistenti, trasformando i distretti produttivi in poli di eccellenza riconoscibili anche all’estero. In questa strategia rientrano le Zone di Innovazione e Sviluppo e la Zona Logistica Semplificata tra Cremona e Mantova. Accanto alle infrastrutture, c’è poi il nodo decisivo delle competenze. Per questo Regione Lombardia ha avviato anche il progetto “Talenti – Trasferimento delle conoscenze”, destinato a favorire l’ingresso di ricercatori e professionisti altamente qualificati nelle piccole e medie imprese lombarde. L’obiettivo è trasferire competenze scientifiche e tecnologiche direttamente dentro il sistema produttivo.
La terza leva è la velocità. In una competizione globale, il tempo è diventato un fattore decisivo quanto il costo del lavoro o la fiscalità. Per questo la Lombardia punta sulla semplificazione amministrativa garantendo procedure più rapide, tempi certi e minore complessità burocratica.
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