Dopo circa dieci anni in cui a guidare le scelte professionali erano soprattutto fattori soft come benessere aziendale e clima organizzativo, lo stipendio torna a essere il principale criterio nella scelta del datore di lavoro in Italia. È quanto emerge dal Randstad Employer Brand Research 2026, presentato oggi a Sant’Agata Bolognese, nella sede storica di Automobili Lamborghini.
L’indagine, condotta su 7.170 persone in Italia e su 171.000 a livello globale, fotografa un cambiamento nelle priorità dei lavoratori italiani. La retribuzione è indicata come fattore decisivo dal 59% degli intervistati, superando, seppur di misura, l’atmosfera di lavoro piacevole (57%) e il work-life balance (56%).
Il dato segna il ritorno della componente salariale al vertice delle preferenze dopo un lungo periodo in cui elementi legati alla qualità della vita lavorativa avevano progressivamente guadagnato centralità. Non solo scelta del datore di lavoro: lo stipendio si conferma anche la principale causa di abbandono del posto di lavoro. Il 44% degli italiani dichiara infatti che lascerebbe il proprio impiego a fronte di una retribuzione giudicata insufficiente.
Il report evidenzia inoltre una significativa mobilità potenziale nel mercato del lavoro: il 22% degli intervistati afferma di voler cambiare lavoro entro sei mesi, mentre il 12% ha già cambiato occupazione.
Sul fronte delle preferenze dei lavoratori, Automobili Lamborghini si posiziona al primo posto tra i datori di lavoro ideali per i potenziali dipendenti italiani, con il 79,8% delle preferenze.
Alle spalle del costruttore automobilistico emiliano, la ricerca individua i leader di settore: Ferrero nei beni di largo consumo, Gruppo Mondadori nei media, Brembo nella componentistica automotive, Leonardo nell’aeronautica, Sanofi nel farmaceutico, Abb nell’elettronica, Ibm nell’Ict e l’Istituto europeo di oncologia in ambito sanitario.
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