Il calcio non è mai stato così ricco. L’11 giugno scatta la Coppa del Mondo 2026, un’edizione da record sotto tutti i punti di vista anche perché sarà la prima a 48 squadre, ossia il 62% del Pil mondiale in campo, 104 partite e tre paesi ospitanti (Canada, Messico e Stati Uniti), oltre 6 miliardi di persone coinvolte, un contributo stimato di circa 41 miliardi di dollari al Pil e la creazione di oltre 800mila posti di lavoro. Solo per gli Stati Uniti, gli impatti stimati sono di 17,2 miliardi di dollari di Pil e 185.000 posti di lavoro, sottolineando come lo sport globale si interseca sempre più con la crescita economica, la tecnologia e la finanza. Storicamente, le nazioni ospitanti hanno registrato un aumento medio dello 0,4 punti percentuali nella crescita del PIL nell’anno successivo al torneo.
Il Mondiale si conferma una vera e propria macchina da soldi che di edizione in edizione va a riscrivere numeri record, impensabili fino a pochi anni prima. La Fifa prevede di chiudere il ciclo 2023-2026 con ricavi record pari a 13 miliardi di dollari, in aumento del 72% rispetto ai 7,5 miliardi del quadriennio precedente culminato con Qatar 2022. Un balzo che riflette l’espansione delle principali competizioni Fifa, l’introduzione del nuovo Mondiale per Club e soprattutto la potenza commerciale del Mondiale nordamericano; gran parte degli introiti (8,9 miliardi) arriveranno infatti quest’anno. I diritti televisivi rappresenteranno la principale fonte di entrate con circa 4,3 miliardi nell’intero ciclo, seguiti da ticketing e hospitality – con prezzi record fino a quasi 11mila dollari per vedere la finale – e dagli accordi commerciali con sponsor e partner globali (2,8 miliardi). La corsa al rialzo è attesa continuare in futuro visto che per il prossimo ciclo 2027-2030 – che culminerà con la prima edizione dei Mondiali spalmata addirittura in tre continenti tra Europa (Spagna e Portogallo), Africa (Marocco) e Sud America (Argentina, Uruguay e Paraguay) – l’ente guidato da Gianni Infantino prevede di alzare l’asticella in area 14 miliardi; ad alimentare la corsa in futuro ci sarà anche la prevista crescita del calcio femminile e la seconda edizione del nuovo Mondiale per Club.
Boom del turismo sportivo
Tornado all’edizione che sta per iniziare oltreoceano, i settori meglio posizionati per beneficiare del giro d’affari generato dalla Coppa del Mondo sono viaggi e alloggi, bevande, abbigliamento sportivo, ristoranti, trasmissioni, social media e scommesse online. In generale lo scorso anno i ricavi dell’industria sportiva globale sono stati di 2,3 trilioni di dollari. Se lo sport fosse un paese, sarebbe il decimo più grande al mondo per Pil. E il World Economic Forum ha stimato che i ricavi globali delle attività legate allo sport lieviteranno velocemente toccando i 3,7 trilioni di dollari nel 2030 con il turismo sportivo (viaggi e alloggi per spettatori, partecipanti, turismo d’avventura) a fare la parte del leone in termini di ritmo di crescita (arrivando a rappresentare a fine decennio il 41% dei ricavi del settore).
Con più partite, più streaming e un uso digitale più intenso, Bank of America stima che la finale dei Mondiali 2026 potrebbe consumare fino al 7% del traffico internet globale. Appare sempre più accentuato lo spostamento del baricentro dell’intrattenimento sportivo dalla tv verso social media e piattaforme digitali. Secondo la Fifa, i giochi del 2022 in Qatar hanno generato 5 miliardi di coinvolgimento mediatico totale, con Tv e streaming digitale sostanzialmente pari (2,9 miliardi contro 2,7 miliardi), mentre i social media non sono stati molto distanti con 2,2 miliardi.
Nel complesso, il coinvolgimento totale è aumentato del 621% nella Coppa del Mondo in Qatar rispetto ai giochi della Russia del 2018. E questo prima che l’intelligenza artificiale irrompesse nelle nostre vite.
La possibilità di vendere biglietti e il ruolo di calciatori simbolo come (Ronaldo e Messi, rispettivamente primo e secondo al mondo per numero di follower su Instagram, aumentano le presenza sui social media attraendo non pochi sponsor. «Quanto tempo passerà prima che un giocatore decida di lanciare la propria Ipo e quotarsi in borsa?», è la suggestione lanciata da BofA che non esclude che da qui al 2031 si arrivi al primo trasferimento di un calciatore oltre la soglia monstre di 1 miliardo di dollari.
Un nuovo top player chiamato IA
Non sarà un Mondiale qualsiasi in quanto ci sarà in campo un nuovo top player e si chiama intelligenza artificiale, che passa da uno strumento di supporto a sistema di controllo. Ogni team utilizzerà modelli di IA, analizzando centinaia di milioni di dati e oltre 2mila metriche di performance in tempo reale. «Se in passato le squadre ricche avevano un vantaggio, nel 2026 l’IA democratizzerà i dati e darà a tutti opportunità simili. Tutti i team ora usano l’IA per analizzare metriche di performance in tempo reale che non esistevano nemmeno nell’ultimo torneo», rimarcano gli esperti di BofA.
Sarà anche la prima volta Coppa del Mondo in cui i tifosi potranno recarsi allo Stadio utilizzando taxi senza conducente. Waymo e altre sei aziende stanno gestendo robotaxi in ben 10 delle città che ospiteranno la manifestazione. Oltre ai veicoli, anche robot umanoidi opereranno al torneo, con lo sponsor Hyundai che schiererà i robot Atlasinsieme a Spot di Boston Dynamics in diverse città che ospiteranno le partite, supportando le operazioni dello stadio, la logistica e il coinvolgimento dei fa.
Non c’è Mondiale che si rispetti senza pronostici della vigilia. Il sondaggio BofA Global Research World Cup indica la Francia come vincitrice, Mbappé come miglior marcatore e Lamine Yamal come miglior giocatore. La simulazione degli esperti di The Unicredit Institute indica invece riedizione della finale Francia-Argentina con la nazionale celeste vista bissare il successo di quattro anni fa.
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