Non sarà forse l’estate più calda dell’ultimo decennio, ma certamente quella che stiamo vivendo si sta rivelando una delle più torride. Le temperature elevate di luglio, che si mantengono alte, con i picchi massimi di calore nonostante si stia avvicinando la conclusione della stagione estiva in attesa dei primi temporali di agosto, hanno già creato notevoli disagi. Il caldo, però, ha anche permesso ad alcune società di incrementare il proprio business. Insomma, c’è chi ha saputo cavalcare un elemento generalmente considerato sfavorevole trasformandolo in opportunità. Si tratta di imprese grandi e piccole che appartengono ai settori più disparati, da quello delle bevande a quello dei ventilatori e dei climatizzatori.
Parliamo di giganti internazionali dell’alimentare, che vanno da Coca-Cola a Nestlé, ma anche di società appartenenti ad atri settori, come Ariston o De’ Longhi, la cui attività è legata all’andamento del clima.
I produttori di bevande in Italia sono numerosi e qualificati. Basti pensare all’acqua minerale San Benedetto, alla Sanpellegrino (integrata nel gruppo Nestlé), fino a Campari, gruppo quotato a Piazza Affari, al cui portafoglio prodotti appartengono tra gli altri i marchi Crodino e Aperol, leader nel mercato degli analcolici. In Italia, poi, sono attive numerose aziende specializzate nella produzione e nell’imbottigliamento per conto terzi, che beneficiano anch’esse del trend positivo del settore. Ecco, di seguito, i dettagli relativi ad alcune tra le principali società del comparto.
Ariston
Multinazionale italiana di diritto olandese, opera nel settore termico. Produce soluzioni per il riscaldamento di ambienti e dell’acqua e il suo prodotto più noto è la pompa di calore. A metà settimana (pomeriggio del 22 luglio) il titolo della società veniva scambiato a Piazza Affari a 3,58 euro, lo 0,85% in più rispetto alla chiusura precedente ma in calo del 21% rispetto a un anno fa, dopo essere sceso il 10 giugno scorso al minimo dell’anno di 3,084 euro. Moderatamente positivi i giudizi degli analisti. Il più recente risale allo scorso 3 giugno, con Barclays che ha promosso il titolo a «equalweight» (pesare correttamente in portafoglio) e indicato un target di prezzo di 3,3 euro, in rialzo rispetto alla valutazione precedente.
Campari
Società italiana con sede legale nei Paesi Bassi, è uno dei leader mondiali nella produzione di bevande alcoliche ma opera con specifici marchi anche nel settore delle bevande analcoliche. Considerato, come tutti quelli del comparto alimentare, un titolo difensivo, stando alle previsioni attuali per i prossimi 12 mesi registra un target price medio di circa 6,85 euro, con valutazioni che variano da un massimo di 8 euro a un minimo di 5,30 euro. Il titolo, una delle blue chip di Piazza Affari, sta attraversando una fase di volatilità, soprattutto dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. La società continua comunque a registrare margini elevati e ricavi complessivamente in crescita.
Quanto agli analisti, i giudizi più recenti sono improntati alla cautela. Lo scorso 29 giugno Intesa Sanpaolo ha confermato la valutazione «neutral» e tagliato il target price a 6 euro, mentre il 26 giugno si erano espresse Deutsche Bank e Ubs, rispettivamente con la conferma di «hold» e «neutral» e prezzi obiettivo di 6 euro e 6,1 euro. L’analisi tecnica di Teleborsa, infine, rileva «una certa stabilità del trend, evidenziata dal basso livello di volatilità giornaliera fissata a 2,163 euro, con i volumi giornalieri che restano ancora bassi. Non sono dunque gli investitori istituzionali a essere maggiormente interessati a questo tipo d’investimento, poiché i bassi volumi non comportano scostamenti di prezzi elevati».
De’ Longhi
Sede a Treviso, la società opera in diversi settori, dai prodotti per la preparazione del caffè fino alla climatizzazione e al riscaldamento. Il titolo, quotato a Piazza Affari fra le Mid Cap, a metà settimana veniva scambiato a 39 euro circa per azione, in crescita di oltre il 35% rispetto a un anno fa. Lo scorso 16 luglio Goldman Sachs ha iniziato la copertura sul titolo, giudicandolo «buy» (da comprare) e fissando un target price di 51 euro. In precedenza (13 maggio) Mediobanca aveva confermato il giudizio «neutral», limitando a 35 euro il prezzo obiettivo. L’analisi tecnica di Teleborsa, aggiornata a metà seduta di mercoledì 22 luglio, prevede infine un primo supporto a 37,87 euro e un secondo a 36,23 euro, con una prima resistenza a 41,05 euro e una seconda a 44,23 euro.
Lu-Ve
Multinazionale italiana, opera nei settori dello scambio termico e della refrigerazione. Ha sede a Uboldo (Varese) ed è specializzata nella progettazione e produzione di scambiatori di calore per applicazioni industriali e commerciali. Quotata a Piazza Affari, mercoledì 22 luglio valeva poco meno di 60 euro per azione, in crescita di oltre l’80% rispetto a un anno fa. Gli analisti mantengono una visione complessivamente positiva sul titolo della società, attribuendogli un target price medio a 12 mesi di oltre 70 euro. Il consenso generale è orientato all’ottimismo, grazie alla crescita dei ricavi e al recente accordo con un hyperscaler (fornitore di servizi cloud in grado di offrire risorse di calcolo e archiviazione su scala planetaria) per un valore di 100 milioni di euro. L’analisi tecnica di Teleborsa, riferita alla quotazione del 22 luglio, prevede un primo supporto a 58,2 euro e un secondo a 57,3 euro, mentre sul fronte rialzista la prima resistenza è indicata a 60,3 euro e la seconda a 62,4 euro.
Nestlè
Azienda multinazionale attiva nel settore alimentare, con sede a Vevey, in Svizzera, produce e distribuisce una grande varietà di articoli, dall’acqua minerale agli omogeneizzati, dai surgelati ai latticini. Il titolo del colosso alimentare elvetico e questa settimana ha pagato dazio alla Borsa di Zurigo in scia a riscontri semestrali che hanno evidenziato un tondo del 31,4% dei profitti e le vendite si sono contratte del 2,5% dopo che le vendite e i margini di profitto sono stati ridotti dagli alti prezzi del caffè e del cacao. Secondo le previsioni degli analisti, rilevate il 22 luglio (quindi prima della diffusione dei dati semestrali), il target price medio di Nestlé è di 88,87 franchi svizzeri. La raccomandazione condivisa sul titolo è «buy» e si basa sulle indicazioni di un campione di 22 analisti, mentre soltanto uno ritiene di consigliarne la vendita. Altri nove, infine, ritengono sia utile mantenere le azioni in portafoglio. L’analisi tecnica mostra una situazione di medio-breve periodo generalmente positiva, con un trend in fase di rafforzamento.
Alcuni analisti manifestano ottimismo e propongono caute indicazioni di acquisto, con una stima di prezzo obiettivo medio che si aggira intorno agli 87,87 franchi svizzeri. Il titolo è generalmente considerato difensivo, anche se in questa fase sconta una certa volatilità.
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