Maradona è megl’e Pelé. Il popolare coro da stadio partenopeo, simbolo di un’intera generazione di tifosi, potrebbe oggi risuonare senza stonature pure nelle affollate sale delle principali case d’asta internazionali. Al di là delle annose dispute calcistiche, infatti, il Pibe de oro resta una delle icone più contese del mercato globale dei memorabilia sportivi, settore valutato tra i 25 e i 35 miliardi di dollari l’anno. Una vera e propria goleada di affari, che ora si appresta a entrare in una incandescente fase di gioco in occasione dei Mondiali di calcio ospitati in Canada, Messico e Stati Uniti d’America. Il grande appuntamento è infatti destinato a rilanciare una passione che, nel tempo, ha mantenuto una sorprendente continuità, con una progressiva crescita dei volumi economici generati.
Passione
«Il collezionismo calcistico è iniziato negli anni Ottanta in Europa, con picchi significativi in Inghilterra e Francia, per poi estendersi rapidamente agli altri continenti. Prima in Sud America e in Asia, successivamente anche nel Medio Oriente, fino alla forte accelerazione registrata con i Mondiali in Qatar del 2022. Da quasi cinquant’anni questo segmento non accusa flessioni e, al contrario, ha saputo attraversare il tempo adattandosi alle diverse sfumature del tifo», testimonia a Moneta Matteo Melodia, capo dipartimento Sport de Il Ponte Casa d’Aste e primo collezionista al mondo di biglietti da stadio. A trainare il mercato – conferma l’esperto – sono proprio le competizioni di portata globale, in cui le squadre nazionali rappresentano il comune denominatore tra gli appassionati di ogni provenienza.

«All’asta finiscono palloni autografati, gagliardetti, medaglie, figurine rare e trofei. Ma a muovere le compravendite sono in assoluto le maglie, soprattutto quelle indossate dai grandi campioni durante le partite passate alla storia», sottolinea Melodia. Il mese scorso, in Francia la maglia numero 10 indossata da Diego Armando Maradona nella semifinale dei Mondiali del 1986 tra Argentina e Belgio è stata venduta per 520mila euro: la cifra più alta mai raggiunta in Europa per un cimelio calcistico. Nella medesima asta, il pallone ufficiale della finale dei Mondiali 1982 tra Italia e Germania Ovest, proveniente dalla collezione del calciatore Antonio Cabrini, è stato assegnato per 43mila euro. E la rarissima maglia di Johan Cruyff, emessa nel 1976 al debutto del portiere belga in nazionale, è stata ceduta per 170mila euro, a fronte di una stima iniziale di 40mila. La casacca rossa del portiere tedesco Harald Schumacher, legata alla semifinale di Siviglia del 1982 e al celebre scontro con il francese Battiston rimasto “impunito” dall’arbitro, è stata invece venduta per quasi 46mila euro, circa tre volte la valutazione iniziale.

Il primato assoluto appartiene, manco a dirlo, a Maradona: 7 milioni per la maglia indossata dal campionissimo in Argentina-Inghilterra durante i Mondiali del 1986, la partita del controverso gol segnato con la mano de Dios. «Il Pibe de oro è per distacco il calciatore più quotato nel collezionismo. Seguono Lionel Messi, Zinédine Zidane e Cristiano Ronaldo. Pelé invece vale meno di un tempo, forse perché le nuove generazioni hanno una scarsa cultura storica e questo alimenta dei paradossi talvolta difficili da comprendere», commenta l’esperto.
Reliquie
A fare il valore dei suddetti cimeli non sono però solo gli atleti. «Contano anche gli episodi avvenuti in campo, l’esito decisivo del match e il fatto che le maglie siano state effettivamente indossate. In questo caso, eventuali strappi o macchie sul tessuto diventano tracce di utilizzo che aumentano il pregio della reliquia sportiva». Anche in questo ambito non mancano i falsi, contro i quali esistono però certificazioni autografe e documentazioni tracciate. «Le contraffazioni esistono da sempre anche sui biglietti da stadio, specialmente sui più ricercati, ovvero quelli anteguerra. Nello specifico, i biglietti della nazionale italiana tra il 1934 e il 1938 sono i veri introvabili, perché l’Italia poi subì la guerra e molti di quegli oggetti sono andati perduti oppure distrutti», annota Melodia. Oggi, al tempo dei ticket digitali, la passione per i tagliandi di ingresso è soprattutto vintage, mentre il fascino delle magliette continua a crescere.

Da Kylian Mbappé a Lamine Yamal, i top player dei Mondiali in corso sono pronti a generare una nuova ondata di memorabilia in grado di acquisire valore in breve tempo, anche sull’onda di un collezionismo d’impulso. Nello sport, come negli affari, a fare la differenza è la capacità di scegliere il momento della giocata decisiva.
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