A pochi giorni dal recepimento da parte dell’Italia della Direttiva Ue sulla trasparenza salariale, entrata in vigore il 7 giugno, gli italiani si mostrano molto scettici: uno su due non sa quali benefici otterrà dalla nuova norma. Tra chi la conosce, solo il 9% crede che sarà davvero efficace contro il gender pay gap. Sono i dati di un recente sondaggio di The Adecco Group.
Scetticismo
Più di un italiano su 2 (il 55%) dichiara di non conoscere i benefici che potrà ottenere dalla Direttiva Ue: di questi, il 51% vorrebbe però capirne di più, mentre solo un 4% non è per nulla interessato. Tra chi conosce i benefici, quasi un terzo (il 28%) afferma che la normativa non cambierà nulla; meno di un italiano su cinque (il 17%) è convinto che la novità porterà effettivamente benefici concreti ai lavoratori.
La questione femminile
Il 58% degli italiani inoltre non crede che la nuova Direttiva sulla trasparenza salariale sarà efficace nel contrastare il gender pay gap: il 33% ritiene che il problema abbia radici culturali che una norma da sola non può scalfire, mentre il 25% dubita che le aziende la applicheranno davvero. Anche tra chi ne riconosce l’utilità, la fiducia è parziale: il 33% stima un impatto solo limitato. Meno di un italiano su 10 (il 9%) la considera uno strumento realmente determinante.
Nuova cultura del lavoro
“La nostra missione è accompagnare lavoratori e organizzazioni attraverso la formazione e l’aggiornamento professionale, contribuendo a costruire una nuova cultura del lavoro sempre più equa anche rispetto alla parità di genere. Con l’entrata in vigore della Direttiva sulla trasparenza salariale, ciò significa anzitutto colmare un gap di conoscenza persistente e un deficit di fiducia altrettanto marcato”, ha dichiarato Angelo Lo Vecchio, Presidente e Amministratore delegato di The Adecco Group Italia. “Dai nostri dati emerge che un terzo dei lavoratori ritiene che i divari retributivi abbiano radici culturali profonde e un quarto dubita che le imprese applicheranno davvero le nuove regole. In quest’ottica, il nostro impegno è quello di informare e formare perché tutti possano beneficiare appieno dei nuovi diritti. Al tempo stesso, supportiamo le organizzazioni nello sviluppo di sistemi retributivi solidi e trasparenti, rafforzando la credibilità verso lavoratrici e lavoratori, e consolidando le capacità di attrazione e retention del talento”.
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