La geopolitica assume un ruolo sempre più importante nel disegnare gli scenari economici. E le Borse sono le prime a tenerne conto. Anche a Piazza Affari l’accordo Usa-Iran, che come primo risultato ha favorito la discesa dei prezzi del petrolio, ha alimentato l’ottimismo tra gli operatori. Il Ftse Mib in settimana ha superato per la prima volta i 52 mila punti. I venti di pace hanno ovviamente frenato i titoli legati alla Difesa e gli energetici, premiando invece i bancari, possibili beneficiari di una congiuntura economica più forte con il cessate il fuoco.
Banco Bpm
Le azioni di Banco Bpm a metà settimana venivano scambiate a Piazza Affari a oltre 15,3 euro, sui livelli massimi dell’anno. Tutte in positivo anche le attese degli analisti, con un target price medio stimato intorno a 13,8 euro. Le valutazioni si basano su diversi elementi, che vanno dalla prospettiva di una elevata redditività alle attese per la realizzazione di un ambizioso piano strategico. Elementi questi che inducono gli esperti a mantenere una visione rialzista o quanto meno neutrale sul titolo.
Unicredit
Il titolo della banca di piazza Gae Aulenti viaggiava il 17 giugno a 79 euro circa, a ridosso del massimo dell’anno. La performance rispetto a un anno fa è di +36%. Positive le più recenti valutazioni degli analisti. Bank of America in particolare ha giudizio «buy» (comprare), accompagnato da un target price di 100 euro.
Prysmian
Il titolo dell’azienda con sede a Milano e specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell’energia, delle telecomunicazioni e di fibre ottiche, valeva a metà settimana 148 euro, con una robusta crescita rispetto a un anno fa (+157%). L’ottimismo degli analisti sul titolo si esprime con la conferma del giudizio «hold» (mantenere in portafoglio) da parte di Berenberg, che ha alzato nel contempo il target price a 130 euro. In precedenza si erano espressi Bank of America, Equita e Jefferies, tutte con la raccomandazione «buy» e con obiettivi di prezzo pari rispettivamente a 175 euro, 178 euro e 176 euro.
Bper
Bper, con sede a Modena è presente con filiali in tutte le regioni italiane. All’estero ha uffici di rappresentanza a Hong Kong e Shanghai, oltre ad accordi di partenariato con gruppi bancari esteri, istituzioni e studi di consulenza. A metà settimana il titolo veniva scambiato a Piazza Affari a 13,76 euro, nuovo massimo dell’anno, con una performance del 26,1% nell’ultimo semestre e del 78,5% rispetto a un anno fa.
Leonardo
Società per azioni italiana a controllo pubblico, attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza, è controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze, che detiene circa il 30% del capitale. Mercoledì scorso il titolo, quotato a Piazza Affari e presente nel paniere del Ftse Mib, valeva 52 euro circa, il 6% in più rispetto a un anno fa. Quanto ai giudizi degli analisti, il più recente è quello di Bernstein, che risale al 14 maggio scorso e conferma l’indicazione «outperform» ma taglia a 65 euro il target price. Il giorno precedente JP Morgan aveva ribadito da parte sua l’indicazione «overweight» (sovrappesare in portafoglio) e ridotto a 70 euro l’obiettivo di prezzo. Il 4 maggio scorso, infine, Equita Sim aveva ribadito la raccomandazione «buy»tagliando però a 67 euro l’obiettivo di prezzo.
Eni
Acronimo di Ente nazionale idrocarburi, è una multinazionale fondata dallo Stato italiano nel 1953 a Roma come ente pubblico economico, sotto la direzione di Enrico Mattei. Nel 1992 l’ente è stato convertito in società per azioni, a presiedere la quale è oggi Claudio Descalzi. Fa parte del paniere delle blue chip che costituiscono l’indice Ftse Mib di Piazza Affari. A metà ottava scambiava poco sotto i 22 euro, giù del 4% su base settimanale ma in crescita del 56% rispetto a un anno fa. Quanto agli analisti, il giudizio più recente («hold» con target price a 22 euro) è di Hsbc. Stesso giudizio il giorno da parte di Kepler Cheuvreux, che aveva però indicato un prezzo obiettivo di 24 euro. Il 27 aprile si erano invece espressi Ubs ed Equita Sim, entrambi con la raccomandazione «buy» e target di prezzo rispettivamente di 29 euro e 27,5 euro.
Gas plus
La società, controllata dalla famiglia Usberti con il 76% del capitale, è uno dei principali produttori e distributori italiani di gas naturale. Martedi 16 giugno l’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025 e deliberato la distribuzione di un dividendo di 25 centesimi di euro per azione, che sarà pagato a partire dal 29 luglio prossimo. Il titolo valeva mercoledì 17 giugno 5,46 euro, il 16,4% in più rispetto a un anno fa. La più recente raccomandazione da parte degli analisti è di Banca Akros che dice «buy» con target price a 8 euro.
Saipem
La società, costituita nel 1957, opera nel campo della prestazione di servizi per il settore dell’energia e delle infrastrutture. A metà settimana il titolo valeva 4,687 euro, in crescita del 99,87% sulla quotazione di un anno fa. In attesa della relazione semestrale, che verrà approvata dal cda il prossimo 27 luglio, risalgono allo scorso 24 aprile le più recenti valutazioni degli analisti, con Kepler Cheuvreux, Berenberg e Bank of America concordi nel riservare al titolo la raccomandazione «buy», con target price in rialzo rispettivamente a 5 euro, 5,25 euro e 4,8 euro. Il giorno precedente si erano pronunciati Equita Sim e Jefferies, con giudizi discordanti («hold» la prima e «buy» la seconda) e obiettivi di prezzo in crescita ma assai distanti fra loro (3,7 euro e 6 euro).
Snam
Società di infrastrutture energetiche con sede a Milano, è il primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale. La società opera anche nello stoccaggio e nella rigassificazione del gas naturale liquefatto. A metà settimana il titolo valeva 6,34 euro, il 21,19% in più rispetto a un anno fa. I più recenti giudizi degli analisti risalgono allo scorso 15 maggio e sono firmati da Equita Sim, Kepler Cheuvreus e Banca Akros. Nel primo caso viene confermato il «buy» ma con un ritocco al ribasso (a 7,3 euro) del target price; negli altri due i giudizi sono più cauti («hold» e «neutral» rispettivamente) ma con obiettivi di prezzo di 6,8 e 6,6 euro.
Tenaris
E’ il principale produttore e fornitore a livello globale di tubi e servizi per l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas. Il titolo è quotato a New York, a Piazza Affari e alla Bolsa Méxicana de Valores di Città del Messico. A metà settimana valeva 26,2 euro (+67,6% rispetto a un anno fa). L’analisi tecnica di Teleborsa indica una prima resistenza a 27,84 euro e una seconda a 26,82 euro, mentre il primo supporto era fissato a 25,8 euro e il secondo a 25,46 euro. La stessa Teleborsa conclude così la propria analisi sul titolo: «Si delinea uno scenario particolarmente indicato per quegli investitori che desiderano ottenere dei profitti anche non troppo elevati, senza però incorrere in un elevato rischio di perdita».
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