I profitti di Banco Bpm toccano i nuovi massimi nella prima metà dell’anno. Il primo semestre 2026 si è infatti chiuso con un utile netto di 1,06 miliardi di euro, in calo del 15,4% sullo stesso periodo del 2025, quando la banca aveva beneficiato anche di una rivalutazione di 201,8 milioni della partecipazione in Anima; a livello adjusted i profitti netti sono di 1,07 miliardi, il 7% sopra il livello toccato nell’analogo periodo del 20225.
Il risultato della gestione operativa sale a 1.828 milioni nel semestre rispetto a 1.677 milioni del primo semestre 2025 con un incremento del 9%. La raccolta diretta bancaria risulta pari a 144,1 miliardi, in crescita sia rispetto al 31 dicembre 2025 (+5,1%) sia su base annua (+6,8%); la raccolta indiretta raggiunge i 288,1 miliardi, 130,3 miliardi senza considerare l’apporto del Gruppo Anima, con una crescita su basi omogenee di 4,2 miliardi rispetto al 31 dicembre 2025 e di 11,1 miliardi su base annua.
Per quanto riguarda la qualità del portafoglio, al 30 giugno 2026 l’incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei crediti lordi si è ulteriormente ridotta al 2% dal 2,2% del 31 dicembre 2025. A livello di ratio patrimoniali, il CET 1 Ratio risulta del 14,4%.
Guardando al solo secondo trimestre, il margine di interesse si attesta a € 785,7 milioni in crescita del 4,6% rispetto al dato del primo trimestre 2026, mentre le commissioni nette del secondo trimestre ammontano a 712,5 milioni, in leggero incremento rispetto al dato di 708,1 milioni del primo trimestre (+0,6%).
Alzata guidance su utile e dividendi
Banco Bpm ha rivisto al rialzo la guidance sull’utile netto 2026, atteso ora oltre gli 1,95 miliardi di euro. Il dividendo per azione 2026 è ora visto di almeno 1 euro rispetto a circa 1 euro indicato in precedenza. L’istituto di piazza Meda ha inoltre rivisto al rialzo il target cumulato di remunerazione degli azionisti 2024-2027 incrementato da 6 miliardi a circa 7 miliardi, da realizzare attraverso dividendi cash e buyback.
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