Scattano sabato 4 luglio in quasi tutta Italia i saldi estivi 2026, uno degli appuntamenti più attesi dell’anno per consumatori e commercianti. L’unica eccezione è la provincia autonoma di Bolzano, dove le vendite di fine stagione prenderanno il via il 16 luglio. Un’occasione importante per il commercio, chiamato a rilanciare i consumi dopo mesi segnati da vendite deboli e dall’incertezza economica.
Le famiglie, però, si preparano agli acquisti con prudenza. Secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, la spesa media sarà di 201 euro a famiglia, pari a 91 euro pro capite, per un giro d’affari complessivo stimato in 3,2 miliardi di euro. Confesercenti-Ipsos stima invece una spesa media di 209 euro a persona, ma rileva che il 28% degli italiani acquisterà meno rispetto allo scorso anno. Per il 65% di loro la causa è il caro vita, che continua a pesare sui bilanci familiari.
Anche gli sconti resteranno sostanzialmente in linea con quelli invernali. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, i ribassi medi saranno del 18,4% per abbigliamento e calzature, con l’abbigliamento al 18,6% e le scarpe al 17,8%.
Per fare davvero un buon affare, però, il consiglio è non lasciarsi guidare solo dalla percentuale di sconto. Meglio arrivare con le idee chiare, verificando cosa manca davvero nel guardaroba e fissando un budget di spesa. I saldi sono infatti l’occasione giusta per investire in capi di qualità destinati a durare, piuttosto che inseguire acquisti impulsivi o le mode del momento.
Particolare attenzione va riservata agli acquisti online, che continuano a crescere. Prima di acquistare è sempre opportuno verificare l’affidabilità del sito, leggere con attenzione le caratteristiche del prodotto e controllare le condizioni di vendita e di reso.
Proprio sui resi esiste una differenza importante tra negozi fisici e acquisti online. Come ricorda il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, negli acquisti via internet il consumatore dispone generalmente di 14 giorni dalla consegna per esercitare il diritto di recesso senza fornire motivazioni. Nei negozi, invece, il cambio per semplice ripensamento non è previsto dalla legge e dipende esclusivamente dalla politica del commerciante, mentre resta sempre garantita la tutela in caso di prodotto difettoso.
L’avvio dei saldi coincide con un momento ancora delicato per il commercio italiano. I dati Istat di maggio mostrano una modesta ripresa delle vendite al dettaglio (+0,2% in valore e +0,1% in volume rispetto ad aprile), ma su base annua la crescita del 2,2% in valore si traduce in appena uno 0,4% in volume, segno che il peso dell’inflazione continua a frenare i consumi. Nel comparto alimentare, in particolare, le vendite aumentano in valore ma diminuiscono nei volumi acquistati.
Intanto non si placano le proteste dei commercianti. Fismo Confesercenti torna a chiedere di rinviare l’inizio dei saldi, sostenendo che promozioni e sconti anticipati ne abbiano ormai ridotto l’efficacia. Una difficoltà che si inserisce in un quadro di forte sofferenza del piccolo commercio: secondo l’Istat crescono solo la grande distribuzione e l’e-commerce, mentre i negozi di vicinato continuano a perdere terreno.
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