Con l’aumento delle temperature e il massiccio utilizzo dei condizionatori, tornano anche i blackout elettrici, un problema che può creare disagi ai cittadini e provocare danni economici rilevanti alle imprese. Non tutti sanno, però, che in caso di interruzioni prolungate della corrente sono previsti indennizzi automatici per i consumatori, mentre le aziende possono proteggersi ricorrendo a specifiche coperture assicurative.
Quando spettano i rimborsi ai consumatori
Se l’interruzione dell’energia elettrica si prolunga oltre determinati limiti, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) riconosce un indennizzo automatico. In genere, il rimborso scatta quando il blackout non programmato supera le 8 ore consecutive: l’importo parte da circa 35 euro e cresce di 17 euro ogni ulteriori 4 ore di interruzione, fino a un massimo di 240 ore complessive. L’accredito viene effettuato direttamente in bolletta, di norma entro 60 giorni.
“Oltre all’indennizzo – spiegano da Facile.it – il cliente privato che abbia subito un danno a seguito dell’interruzione prolungata di corrente ha la possibilità di chiedere un risarcimento. Per farlo dovrà presentare un reclamo scritto al venditore di energia che, a sua volta, lo trasmetterà al distributore il quale deciderà se accogliere o meno la richiesta. Rimane comunque valida la possibilità di far valere i propri diritti anche mediante conciliazione”.
Le coperture assicurative per le imprese
Anche aziende e attività commerciali hanno diritto a un indennizzo in caso di blackout, sebbene l’importo e le modalità varino in base alla tipologia di utenza e alla potenza impegnata. Tuttavia, il rimborso potrebbe non essere sufficiente a compensare le perdite subite. Per una piccola attività di ristorazione, ad esempio, un’interruzione della corrente superiore alle 8 ore può tradursi in danni economici di diverse migliaia di euro.
Per ridurre questo rischio esistono polizze assicurative dedicate, che si dividono principalmente in due categorie. La prima è la copertura contro la mancata refrigerazione. Questa garanzia tutela l’impresa in caso di perdita o deterioramento di alimenti, farmaci o altri prodotti deperibili conservati in frigoriferi, congelatori o celle frigorifere, quando il danno è causato da un’alterazione della temperatura dovuta al blackout.
Anche in questo caso è importante verificare con attenzione le condizioni contrattuali. Alcune polizze, infatti, prevedono una franchigia temporale, cioè richiedono che il blackout abbia una durata minima prima che scatti la copertura. Altre escludono i danni provocati da interruzioni programmate oppure quelli relativi ad apparecchi che non siano stati sottoposti alla regolare manutenzione.
La seconda soluzione è rappresentata dalla polizza di “business interruption”, pensata per coprire le perdite economiche derivanti dalla sospensione, totale o parziale, dell’attività produttiva o commerciale. In questi casi la compagnia assicurativa riconosce un’indennità giornaliera se il blackout ha impedito all’impresa di operare. Anche questa tipologia di copertura può prevedere una franchigia temporale e, nella maggior parte dei casi, il risarcimento decorre dal secondo giorno di inattività.
“Queste garanzie rientrano all’interno di prodotti assicurativi multirischio pensati per imprese e attività», precisano gli esperti di Facile.it. «I prezzi variano a seconda della tipologia di attività, dell’ubicazione, delle coperture scelte e del valore della merce che si vuole assicurare; ad esempio, per la sola garanzia a copertura della mancata refrigerazione, la spesa annua per una piccola attività di ristorazione parte da poco meno di 70 euro. Per la business interruption, invece, ipotizzando una diaria giornaliera di 500 euro in caso di mancata attività, il costo della polizza parte da 72 euro l’anno”.
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