L’Assemblea Ania 2026 si apre con un netto cambio di prospettiva. Il Presidente Giovanni Liverani ha voluto sradicare i vecchi pregiudizi che circondano il comparto, presentando i dati inoppugnabili di un’industria che è, a tutti gli effetti, il primo investitore istituzionale privato del Paese con oltre 1.000 miliardi di euro attivi.
“Sovente il settore assicurativo è prigioniero di un cliché obsoleto, polveroso e profondamente ingeneroso”, ha scandito Liverani, precisando che “l’assicurazione non è un costo forzoso o una tassa sulla paura”. Al contrario, si tratta di “uno scudo di protezione contro le avversità ma anche una leva di sviluppo, di finanziamento all’economia reale, un generatore di stabilità, libertà ed emancipazione”.
I numeri del resto parlano chiaro: la raccolta premi complessiva ha raggiunto i 182 miliardi di euro (+7,8%) e la solidità patrimoniale è ai vertici europei, con un Solvency Ratio medio settoriale al 274%.
Le proposte del “Patto per un’Italia protetta”
Il cuore della relazione è il rilancio del “Patto per un’Italia protetta”, una piattaforma di proposte concrete e strategiche per completare cantieri fondamentali per il futuro socio-economico nazionale. Sul fronte del rischio climatico e delle catastrofi naturali, ANIA spinge per estendere l’obbligatorietà di copertura anche alle residenze private, partendo da chi ha beneficiato dei bonus edilizi. Per la Rc Auto, l’obiettivo è valorizzare la tecnologia per premiare la prudenza: “portiamo avanti il più possibile il principio che, utilizzando tutte le informazioni possibili, sia il comportamento a incidere sul premio e non principalmente l’area geografica di circolazione”.
Un capitolo centrale è stato dedicato all’inverno demografico e alla previdenza integrativa, dove ANIA propone un innovativo “bonus di ingresso” statale per i diciottenni da investire in fondi pensione o polizze previdenziali. Inoltre, si punta a una forte sinergia con la sanità pubblica intermediando, tramite incentivi fiscali, i 42 miliardi che oggi i cittadini pagano di tasca propria.
Il monito: “Siamo una leva, non un giacimento”
In un’ottica di piena e matura collaborazione istituzionale, Liverani ha voluto mandare un messaggio chiaro e diretto all’esecutivo e al Parlamento in vista della prossima legge di bilancio. La solidità del comparto non deve essere vista come una scorciatoia per fare cassa, poiché un indebolimento del settore colpirebbe direttamente la tutela del risparmio e la gestione del debito sovrano.
“Vorrei che non ci ritrovassimo anche quest’anno a ottobre a parlare di tassazioni retroattive, prelievi anomali e contributi straordinari alla legge di bilancio”, ha avvertito il Presidente dell’Associazione. L’invito finale alle istituzioni è quello di sfruttare appieno il potenziale del settore per le grandi sfide del Paese: “usateci per quello che siamo: una leva potentissima per rafforzare l’Italia attraverso la protezione dai rischi di ogni tipo ed il risparmio previdenziale”.
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