Prove di risalita per Fincantieri che questa settimana ha trovato sponda nel piano di crescita nella subacquea. Il gruppo della cantieristica navale ha concluso accordi relativi a quattro acquisizioni strategiche nel segmento underwater, che nel 2025 ha registrato ricavi per 667 milioni di euro e ha inciso per il 6,7% dei ricavi sul portafoglio del Gruppo. Per quanto riguarda Leonardo, l’altro titolo del comparto della Difesa quotato a Piazza Affari, nonostante l’attuazione del piano di acquisti di azioni proprie, tuttora in corso, l’andamento non è stato molto diverso, con la quotazione ancora in netto calo nella seduta di mercoledì. Una serie di alti e bassi che si è verificata proprio durante il vertice Nato per decidere l’aumento delle spese militari, con l’obiettivo, per ogni Paese, di destinare alla Difesa il 5% del Pil entro il 2035. Al di là delle polemiche politiche, l’andamento in Borsa dei titoli interessati, a metà settimana appariva decisamente riflessivo. Bene, invece, gli energetici, tutti in recupero nella seduta di mercoledì.
Fincantieri
Azienda pubblica (controllata con oltre il 64% dal Mef attraverso Cdp Equity), opera nella cantieristica navale, settore nel quale è uno dei gruppi più importanti a livello mondiale e il maggiore d’Europa. Il titolo, quotato a Piazza Affari, valeva a metà settimana poco più di 12 euro, -3,7% rispetto alla seduta precedente e -26% rispetto a un anno fa. In attesa della semestrale, in calendario il 29 luglio, i giudizi degli analisti sono tutti un po’ “datati”. L’ultimo è quello di Mediobanca, che il 28 maggio aveva confermato il «neutral» e ridotto a 15 euro il target price. In precedenza (12 maggio) si erano pronunciati Kepler-Cheuvreux («buy, comprare), Akros («buy») ed Equita Sim («hold», mantenere in portafoglio), rispettivamente con prezzi obiettivo di 17 euro, 16 euro e 14,8 euro. Secondo l’analisi tecnica di Teleborsa, infine, il titolo Fincantieri, «caratterizzato da un forte appeal speculativo, risulta essere un ottimo investimento per coloro che sono fortemente propensi al rischio e che sanno eventualmente come arginare le perdite nel caso in cui diventino ingenti, a fronte però di un potenziale guadagno piuttosto ampio. L’ago della bilancia, infatti, potrebbe oscillare ampiamente in entrambe le direzioni, visto il livello di volatilità giornaliera».
Leonardo
La società opera nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. Il suo maggiore azionista è il Mef, che possiede circa il 30% delle azioni. Il titolo, scambiato a metà settimana a 53 euro, in calo dell’1,65% rispetto alla vigilia, registrava una crescita del 13,7% rispetto a un anno fa, Lo scorso 3 luglio Barclays aveva confermato il giudizio «overweight» (sovrappesare in portafoglio) riducendo però a 69 euro il target price. Il precedente giudizio, firmato Bernstein, risale al 14 maggio, con la conferma di «outperform» (farà meglio del mercato) e un prezzo obiettivo di 65 euro, in calo. Il giorno prima JP Morgan aveva anch’essa confermato l’«overweight» e ridotto a 70 euro l’obiettivo di prezzo, mentre il 4 maggio Equita Sim aveva ribadito il «buy» tagliando però a 67 euro il target di prezzo.
Eni
La società è una delle blue chip di Piazza Affari. A metà settimana (pomeriggio di mercoledì 8 luglio) il titolo valeva 21,08 euro, +2,78% rispetto alla vigilia e+52% rispetto a un anno fa. Quanto agli analisti, lo scorso 3 luglio Ubs aveva confermato il «buy», tagliando però a 27 euro l’obiettivo di prezzo, mentre il 24 giugno Bank of America aveva ribadito il precedente giudizio «neutral», accompagnato dalla riduzione a 22 euro del target di prezzo. L’analisi tecnica di Teleborsa, infine, prevede «qualche segnale di miglioramento per l’impostazione di breve periodo, letto attraverso gli indicatori più veloci che evidenziano una diminuzione della velocità di discesa. Possibile a questo punto un rallentamento della discesa in avvicinamento a 20,22. La resistenza più immediata è stimata a 20,65 euro».
Saipem
La società opera nei servizi per il settore energia e infrastrutture. La società è pubblica, controllata congiuntamente da Eni (al 21,79%) e da Cdp Equity (13,19%). ll titolo valeva mercoledì scorso a metà giornata 4,56 euro, +3,36% sulla chiusura precedente e +97% rispetto a un anno fa. All’insegna dell’ottimismo i giudizi degli analisti, con Ubs che il primo luglio ha confermato il «buy» e alzato a 4,9 euro il prezzo obiettivo, mentre il 30 giugno Equita Sim e JP Morgan avevano rispettivamente giudicato il titolo «hold» (mantenere in portafoglio) e «overweight» (sovrappesare). Per quanto riguarda l’analisi tecnica, secondo Teleborsa «il trend di Saipem appare piuttosto stabile nell’ultimo periodo, con un livello di volatilità giornaliera decisamente contenuto a 2,055. I volumi giornalieri pari a 31.038.024, risultano superiori alla media mobile dei volumi a un mese fissata a 25.923.777, situazione che invoglia a un’operatività di medio periodo per l’interesse mostrato da parte degli investitori».
Snam
La società è il primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale ed è attiva anche nello stoccaggio e nella rigassificazione del Gnl. Il titolo veniva scambiato a metà settimana (pomeriggio di mercoledì 8 luglio) a 6,264 euro, più o meno sui livelli della vigilia, ma con una performance positiva di oltre il 25% rispetto a un anno fa. In attesa della presentazione ufficiale agli analisti, in programma il prossimo 29 luglio, si registrano numerosi giudizi positivi che prevedono un target price medio a 12 mesi stimato intorno a 6,50 euro, con un intervallo che varia da un minimo di 5,40 e un tetto massimo di 7,30 euro. Quanto all’analisi tecnica di Teleborsa, «il quadro di medio periodo della società ribadisce l’andamento negativo della curva. Nel breve periodo, invece, si intravede la possibilità di un timido spunto rialzista che incontra la prima area di resistenza a 6,305. Primo supporto individuato a 6,191. La presenza di eventuali spunti positivi propendono per un movimento verso l’alto con target 6,419 euro».
Tenaris
È il maggior produttore e fornitore a livello globale di tubi e servizi per l’esplorazione e la produzione di petrolio e gas. Il titolo è quotato al New York Stock Exchange, a Piazza Affari (fa parte del paniere del Ftse-Mib) e alla Bolsa Méxicana de Valores. Il titolo a Piazza Affari valeva a metà settimana (a ridosso della chiusura di mercoledì 8 luglio) 23,79 euro, +1,58% rispetto alla vigilia e +47% rispetto alla quotazione di un anno fa. L’analisi tecnica di Teleborsa, giudica il titolo «caratterizzato da una certa stabilità del trend, evidenziata dal basso livello di volatilità giornaliera fissata a 1,758, con i volumi giornalieri che restano ancora bassi. Non sono dunque gli investitori istituzionali a essere maggiormente interessati a questo tipo d’investimento, poiché i bassi volumi non comportano scostamenti di prezzi elevati». Il 12 maggio Intesa Sanpaolo aveva confermato il giudizio «neutral» ma nel contempo aveva alzato il target-price a 24,3 euro, mentre il giorno precedente Equita Sim aveva ribadito la raccomandazione «hold» e alzato a 25 euro l’obiettivo di prezzo.
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