Aggiungi un posto a tavola che c’è una neobanca in più. A sgomitare per farsi largo nell’arena delle fintech bramose di sfidare a tutto campo il mondo bancario tradizionale c’è adesso anche l’italiana Satispay. Dopo l’Iban e il salvadanaio remunerato, la paytech milanese ha deciso di rompere definitivamente gli indugi affiancando al circuito di pagamento proprietario – elemento distintivo fin dalla nascita nell’ormai lontano 2013 – anche l’opzione carte di debito. La partnership con Mastecard ha portato al lancio delle carte con tre piani di sottoscrizione che segnano un nuovo inizio per Satispay che non nasconde l’ intenzione di giocare un ruolo di primo piano nell’industria dei servizi finanziari.
La sfida è rivolta principalmente a Revolut, emblema dell’avanzata delle challenger bank o neobanche che dir si voglia. Per fermare l’avanzata della fintech anglo-lituana un importante asso nella manica di Satispay è la sua base utenti di 6,5 milioni, che le permette in linea teorica di guardare dall’alto Revolut e i suoi 5 milioni di clienti sparsi lungo lo Stivale. «Chi già ci usa quotidianamente si affiderà a noi anche alla luce dei tre piani estremante trasparenti ed economici che abbiamo creato. Inoltre, su tutti i nostri esercenti si può pagare a rate con il servizio Buy Now Pay Later, opzione che gli altri player non hanno», spiega Alberto Dalmasso, co-founder e ceo di Satispay, che comunque vede spazio per più vincitori: «Ci saranno tre, quattro, cinque fintech a spartirsi il mercato italiano dei servizi bancari e finanziari e guardando da qui a 15 anni a livello europeo ritengo che ci saranno una decina di grandi campioni tecnologici dei servizi finanziari». Parole dalle quali emerge l’ambizione chiara di Satispay di ritagliarsi un posto nel gotha dei vincitori a livello continentale, non limitandosi ad attaccare il mercato domestico come fatto fino ad oggi. Per farlo Satispay varerà entro fine anno un nuovo aumento di capitale da massimi 120 milioni di euro, che sarà calibrato sulla base della dimensione dell’operazione di acquisizione che verrà effettuata tra i circa venti target selezionati.
Azioni ed Etf
Oltre alla mossa sulle carte di debito, Satispay punta a trasformarsi in una vera piattaforma d’investimento. Dopo il conto remunerato e i primi tre fondi comuni, dalla prossima settimana l’app Satispay ospiterà circa 1.000 tra Etf e azioni con una commissione di 89 centesimi e piani di investimento ricorrenti gratuiti su tutti gli Etf Vanguard selezionati.
Dopo il primo anno di apertura al mondo degli investimenti, la paytech milanese ha visto oltre 500.000 clienti aderire ai fondi e due su tre hanno scelto piani di acquisto ricorrenti. «Con questo nuovo lancio e con la collaborazione di un player globale quale Vanguard rendiamo questo percorso ancora più completo, continuando ad abbattere barriere economiche e operative che per troppo tempo hanno tenuto moltissime persone lontane dei mercati», asserisce Dalmasso che ambisce a raggiungere il miliardo di euro di depositi entro 18-24 mesi (attualmente sono circa 600 milioni) per poi salire verso «svariate decine di miliardi» entro 10 anni.
Stablecoin
Tra le icone aperte in vista per allargare il raggio d’azione c’è anche il mondo dei pagamenti innovativi attraverso stablecoin. Il loro utilizzo è chiaro nei money transfer di persone che vivono in Europa o negli Usa e devono inviare denaro alle proprio famiglie. Le stablecoin permettono di abbattere e non poco i costi. «Purtroppo, ad oggi la normativa europea MiCAr presenta eccessi di complessità – è l’opinione del ceo di Satispay – invece il regolatore europeo dovrebbe capire che in un contesto dove stablecoin in oro stanno crescendo è perché c’è una diversificazione dal dollaro e l’Europa dovrebbe essere più coraggiosa e spingere più sulle stablecoin perché se ci saranno più stablecoin denominate in euro, allora la divisa unica europea avrà un ruolo più centrale» considerando un’economia sempre più globale di interscambi dove i flussi li fanno popolazioni che migrano e mandano denaro alle loro famiglie». I flussi dall’Italia sono ben 8 miliardi l’anno.
«Satispay è per pagamenti di tutti i giorni, adesso investimenti e banking, ma crediamo nella tokenizzazione degli asset, che possono essere un futuro della finanza che lavora 24/7, stablecoin e criptovalute vanno in quella direzione e anche noi un passo dopo l’altro cercheremo di lavorare in quel contesto rendendoli disponibili in modo che facciano parte nel giro di pochi anni di un’offerta bancaria completa».
Target ambiziosi
La fintech tricolore ambisce a mantenere il ritmo di crescita molto elevato, con le nuove iniziative sul fronte dei servizi bancari al 25-30% dei ricavi e del gross profit nel 2028. A livello di obiettivi finanziari Dalmasso vuole andare a break event già il prossimo anno e ha posto l’asticella molto alta a quota 1 miliardo di euro in termini di ricavi entro il 2030, rispetto ai circa 120 milioni annualizzati attuali (ossia proiettando su 12 mesi il fatturato dell’ultimo mese, ndr).
A quel punto la dimensione della società sarebbe congrua per l’ulteriore step rappresentato dalla quotazione in Borsa.
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