Per la prima volta nella storia dei Mondiali di calcio, per l’edizione 2026 l’intervallo della finale che si giocherà domenica 19 luglio al MetLife Stadium di New York diventerà un vero e proprio spettacolo. La Fifa ha infatti organizzato un halftime show in stile Super Bowl, con un cast di star internazionali guidato da Madonna, Shakira e BTS e la direzione artistica di Chris Martin, leader dei Coldplay.
Le polemiche
La novità va ben oltre l’intrattenimento. Dietro la scelta c’è una precisa strategia economica: trasformare la finale della Coppa del Mondo in un evento capace di generare ancora più valore commerciale, seguendo il modello che negli Stati Uniti ha reso il Super Bowl uno degli appuntamenti televisivi più redditizi al mondo.
Non mancano però le polemiche: secondo indiscrezioni, l’intervallo passerà dai classici 15 minuti a 25/30 minuti, in barba al regolamento.
Perché la Fifa guarda al Super Bowl
Il Super Bowl non è soltanto una partita di football americano. È uno spettacolo televisivo che ogni anno attira decine di milioni di spettatori, con l’halftime show che è diventato uno degli eventi musicali più seguiti dell’anno. L’intervallo è ormai parte integrante del prodotto commerciale Nfl: gli spot pubblicitari raggiungono prezzi record, gli sponsor costruiscono campagne dedicate e il valore mediatico dell’evento continua a crescere. La Fifa ha dichiarato apertamente di essersi ispirata a questo modello per Usa 2026.
La differenza fondamentale: gli spot non li vende la Fifa
Esiste però una differenza sostanziale tra il modello Nfl e quello della Coppa del Mondo. Nel Super Bowl è la Nfl, attraverso i propri accordi, a beneficiare direttamente dell’enorme valore della raccolta pubblicitaria, con spot da 30 secondi che hanno raggiunto prezzi vicini agli 8 milioni di dollari. Per fare un esempio concreto, Apple ha firmato un accordo pluriennale da 50 milioni l’anno per poter sponsorizzare l’halftime show.
Nel caso dei Mondiali, invece, la Fifa vende i diritti televisivi alle emittenti di tutto il mondo, mentre sono queste ultime – dalla Rai in Italia a Fox negli Stati Uniti, passando per Bbc, Itv e gli altri broadcaster internazionali – a commercializzare gli spazi pubblicitari durante la trasmissione.
Questo significa che la federazione internazionale non incasserà direttamente gli introiti derivanti dagli spot trasmessi durante l’halftime show.
Allora perché introdurre lo spettacolo?
La risposta sta nel valore del prodotto. Uno show musicale di richiamo internazionale consente infatti di:
- aumentare il tempo di permanenza degli spettatori davanti allo schermo;
- attrarre un pubblico che normalmente segue anche gli eventi musicali e di intrattenimento;
- offrire maggiore esposizione ai partner commerciali della Fifa;
- rendere ancora più appetibile la finale per sponsor e televisioni nelle future negoziazioni dei diritti.
In altre parole, anche se non vende direttamente gli spot pubblicitari, la Fifa aumenta il valore commerciale dell’intero evento e del suo marchio. È una logica già vista in altri grandi appuntamenti sportivi: più alto è il coinvolgimento del pubblico, maggiore è il valore percepito da sponsor, canali tv e inserzionisti.
Un Mondiale che vale quasi 9 miliardi di dollari
La scelta arriva mentre la Fifa si prepara all’edizione più ricca della storia. Nel budget 2023-2026 la federazione prevede ricavi complessivi per 8,9 miliardi di dollari, trainati soprattutto da diritti televisivi, marketing, sponsorizzazioni, biglietti e hospitality. Il Mondiale a 48 squadre rappresenta il principale motore di questa crescita.
L’halftime show si inserisce quindi in una strategia più ampia: trasformare ogni momento della finale in un’opportunità per rafforzare il valore economico del marchio Fifa e far correre gli incassi del sistema calcio.
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