La Commissione europea ha condannato la piattaforma Aliexpress con una multa da 550 milioni per aver violato la legge europea sui servizi digitali (Dsa). L’accusa è di non aver sovrinteso ai rischi relativi alla vendita di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti sulla propria piattaforma. Aliexpress ora ha tempo fino al 20 ottobre per presentare un piano al fine di porre rimedio alle violazioni di cui è accusata.
Alibaba e Aliexpress sono piattaforme di Alibaba Group, multinazionale cinese con sede a Hangzhou, fondata da Jack Ma nel 1999. Alibaba è il mercato all’ingrosso dell’azienda: pensato per aziende, negozianti o professionisti che vogliono acquistare enormi quantità di merce direttamente dalle fabbriche. Aliexpress è la versione al dettaglio. È pensato per i normali consumatori privati, esattamente come Amazon o eBay.
Controversie
Ma i problemi del colosso cinese in Europa non sono una novità. La parte più spinosa del rapporto tra l’azienda e la normativa comunitaria riguarda il flusso di dati che come un fiume scorre dagli acquirenti europei per finire dritto a Pechino, facilitato dai raffinatissimi sistemi di intelligenza artificiale della piattaforma. In Cina è in vigore la Legge sulla Sicurezza Nazionale, approvata nel 2015, per cui il governo può obbligare le aziende a cooperare con le autorità statali accedendo alle informazioni da loro raccolte. Questo entra in contrasto con la normativa comunitaria, che consente i trasferimenti di dati fuori dall’Ue solo a patto che il Paese destinatario non ne comprometta la protezione e la riservatezza. Non a caso, nel gennaio di quest’anno l’associazione per la protezione dei dati dei cittadini Ue Noyb ha presentato dei reclami contro TikTok, Aliexpress, Shein, WeChat e Xiaomi per presunti trasferimenti illeciti di dati verso la Cina.
Già nell’ottobre di tre anni fa i servizi segreti del Belgio avevano messo sotto osservazione il principale polo logistico di Alibaba a Liegi per il sospetto che l’azienda stia sfruttando le sue sedi europee per crescere economicamente in Occidente. Il gruppo è presente con la propria attività logisitica dal 2018 sul territorio belga e secondo i servizi segreti i dati raccolti con le compravendite potrebbero non fermarsi solo agli usi commerciali.
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