Luglio volge al termine e per molti risparmiatori, prima delle meritate vacanze, è una buona occasione per il classico check-up del portafoglio sotto l’ombrellone. Dopo una prima metà d’anno caratterizzata da nuovi rialzi, soprattutto nel comparto tecnologico e bancario, i mercati stanno probabilmente entrando in una fase diversa, fatta di maggiore selettività e di rendimenti meno lineari. La corsa all’intelligenza artificiale, che ha sostenuto gran parte dei listini globali mostra infatti alcuni segnali di raffreddamento: la correzione dei titoli legati ai chip di memoria viene però letta dagli analisti più come una fisiologica presa di profitto dopo guadagni straordinari che come un indebolimento strutturale del tema dell’IA.
A rendere più delicato il quadro c’è anche la stagionalità. Agosto e settembre rappresentano storicamente i mesi più deboli per Wall Street: dal 2010 in avanti l’indice S&P 500 ha registrato ad agosto una performance media negativa dello 0,3%, mentre settembre fa ancora peggio con un calo medio dello 0,66%. Un elemento che invita alla prudenza, soprattutto dopo i massimi storici toccati da molti indici. In Europa il bilancio resta comunque positivo, ma con differenze marcate tra i vari Paesi. Piazza Affari si è distinta in positivo ancora una volta grazie al risiko bancario e alla spinta di alcuni campioni tecnologici come Stm, mentre la Germania continua a fare i conti con la crisi dell’automotive.
La domanda che molti investitori si pongono è cosa aspettarsi per la restante parte dell’anno, se mantenere il piede premuto sull’azionario e in particolare sui settori protagonisti in positivo nei mesi scorsi o tirare un po’ i remi in barca in ottica più difensiva. Andrea Scauri, gestore del fondo azionario Lemanik High Growth, mantiene una visione positiva raccomandando una quota di liquidità per cogliere eventuali correzioni tattiche, più probabili durante il periodo estivo in un contesto di minore liquidità, crescente incertezza in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
Marcia in più per Milano
Piazza Affari è attesa continuare a offrire spunti interessanti dopo essersi distinta fino ad oggi non solo come il migliore tra i listini del Vecchio Continente ma con una marcia in più anche rispetto a Wall Street staccando di ben 10 punti percentuali l’indice S&P 500 su un orizzonte di 12 mesi. Gli esperti invitano però a un’esposizione più mirata per la restante parte dell’anno «andando su storie di qualità già in trend positivo oppure su situazioni in cui il pessimismo appare eccessivo, cercando di evitare di rincorrere i gruppi che hanno già scontato scenari troppo ottimistici», argomenta Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia. Tra i temi strutturali, Leonardo rimane uno dei titoli più interessanti: l’aumento della spesa europea per difesa e sicurezza, la crescita degli ordini e il miglioramento della generazione di cassa ne sostengono la storia di medio periodo. Nel comparto industriale la preferenza dell’esperto di IG va a Prysmian, esposta a elettrificazione, reti, data center e infrastrutture digitali: una storia di crescita internazionale, poco dipendente dal ciclo italiano. «Per una componente più difensiva – aggiunge l’esperto – guardiamo a Terna, sostenuta dagli investimenti regolati sulla rete elettrica e da flussi di cassa prevedibili, un profilo a bassa volatilità che bilancia le posizioni più cicliche. Infine, Eni può fungere da copertura contro il rischio geopolitico e nuovi rialzi del petrolio, con l’avvertenza che la sua performance resta legata al greggio».
Allargando lo sguardo alle blue chip rimaste indietro, Scauri di Lemanik si aspetta una ripresa dei settori finora sottoperformanti, quali il settore sanitario (Recordati), che presenta multipli interessanti, i titoli industriali esposti a tendenze strutturali quali il reshoring, le infrastrutture, l’automazione e l’elettrificazione. «Nexi che vanta un dividend yield dell’8% e tratta a multipli ritenuti interessanti, mentre Diasorin è stata inserita da poco in portafoglio dopo la correzione del titolo», aggiunge Scauri che conferma anche la fiducia in Tim grazie all’ingresso di Poste Italiane e a un quadro competitivo più favorevole.
Il risiko
Anche il settore bancario si segnala come uno dei comparti più solidi. Buona qualità del credito, disciplina sul capitale e una generosa remunerazione degli azionisti continuano a sostenere gli utili, in un contesto di tassi ancora favorevole ai margini d’interesse (e con possibilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Bce). Tra gli istituti tricolori la preferenza di Diodovich va su Intesa Sanpaolo, per la visibilità dei risultati e la politica di dividendi, e UniCredit, per redditività, rigore sul capitale e la possibile crescita per linee esterne. La preferenza di Scauri va invece su Bper e Mps.
Un sostengo al comparto bancario arriva anche dalla ripresa del consolidamento con gli analisti di Barclays che questa settimana hanno alzato i prezzi obiettivo su tutte le banche di Piazza Affari ritenendo che tutte le operazioni di risiko sul tavolo possano generare valore se andranno in porto.
Petrolio e utilities
Alla luce del riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, il settore energetico può tornare a giocare un importante ruolo di copertura all’interno dei portafogli. «Nonostante i titoli del settore abbiano in parte cancellato l’extra performance registrata tra marzo e aprile, le aspettative sugli utili continuano a mostrare una dinamica favorevole», argomenta Luigi Pedone, research specialist di Banca Finint, che in uno scenario di stabilizzazione del prezzo del petrolio in area 70-80 dollari al barile vede il settore in grado di registrare una sorpresa positiva in termini di generazione di utili. Questo contesto potrebbe avvantaggiare anche il comparto utilities, sia per la natura difensiva del settore sia per la maggiore visibilità sugli utili.
A prova di volatilità
Nelle ultime settimane c’è stata qualche avvisaglia di ritorno della volatilità sui mercati, anche se abbastanza circoscritta al settore tecnologico e dei semiconduttori in particolare (quelli che più avevano corso in questo 2026). Quando la volatilità torna sui mercati, il portafoglio assomiglia a un ombrello: ci si accorge se funziona soltanto quando comincia a piovere. «In queste fasi, più che inseguire il settore destinato a salire di più, conviene cercare attività capaci di produrre utili e cassa anche quando l’economia rallenta», rammenta Angelo Meda, responsabile azionario di Banor, che indica utility e infrastrutture regolamentate come i settori che offrono ricavi relativamente prevedibili in quanto «la bolletta elettrica non va in vacanza quando la Borsa scende». Anche la sanità beneficia di una domanda poco ciclica, sostenuta dall’invecchiamento della popolazione e dall’innovazione farmaceutica”. Infine, telecomunicazioni, difesa e società con contratti di lungo periodo possono offrire visibilità sugli utili. «Nessun settore è immune dalle correzioni – osserva Meda – ma aziende con bilanci solidi, potere di prezzo e dividendi sostenibili aiutano a ridurre gli scossoni. In finanza, come in automobile, le sospensioni non rendono il viaggio più veloce: lo rendono però molto più sopportabile».
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