Banca Ifis ha approvato i risultati consolidati relativi al primo semestre 2026. L’utile netto si attesta a 8 milioni di euro, dato che include circa 30 milioni di euro di rettifiche e accantonamenti riconducibili agli esiti delle attività di revisione interna a seguito dell’ispezione on-site condotta dalla Banca d’Italia su Banca Ifis. Il margine di intermediazione si attesta a 406,5 milioni di euro, dato trainato da un margine di interesse pari a 261,7 milioni di euro, da commissioni nette per 71,3 milioni di euro e da ricavi da attività di trading e altri proventi per 73,5 milioni di euro. Il costo del credito del semestre è invece pari a 83,6 milioni di euro e comprende le attività poste in essere dalla Banca per ottimizzare il proprio profilo di rischio. I costi operativi complessivi del semestre 2026 si attestano a 308,8 milioni di euro, di cui 125,4 milioni di euro relativi al costo del personale e 172,5 milioni di euro ad altre spese amministrative. Le sinergie di costo diventeranno visibili dal 2027, a seguito del completamento del percorso di integrazione e della piena attuazione delle iniziative di efficientamento, inclusa la razionalizzazione delle strutture operative, dei sistemi informativi e delle spese amministrative. Il risultato ante imposte del semestre è pari a 13,2 milioni di euro, con imposte per 5,0 milioni di euro.
Le parole del ceo
“Nel primo semestre del 2026 abbiamo compiuto passi decisivi per il percorso di integrazione con illimity, che procede secondo i piani e che prevediamo di completare pienamente in autunno. Nel periodo, abbiamo terminato la valorizzazione degli asset non core e ridefinito l’infrastruttura IT del Gruppo con una partnership strategica con Finomnia che darà un contributo rilevante alle sinergie di costo e una decisiva spinta a quelli di ricavo. Queste iniziative ci consentono di confermare l’obiettivo di 75 milioni di euro di sinergie annue a partire dal 2027, come annunciato lo scorso anno nell’ambito dell’offerta di acquisto e scambio su illimity Bank. Con l’obiettivo di rafforzare il nostro posizionamento di banca al servizio dell’economia reale, abbiamo inoltre avviato il processo competitivo per il deconsolidamento del business Npl, per cui stiamo registrando un forte interesse da primari operatori italiani e internazionali. Con queste premesse, il 2026 si conferma dunque come anno di transizione propedeutico alla piena realizzazione del nuovo modello di business interamente focalizzato ad essere un gruppo bancario di riferimento al servizio dell’economia reale. In quest’ottica, nel semestre abbiamo registrato un utile netto di 8 milioni di euro, dopo avere avviato le attività propedeutiche al rafforzamento del profilo di rischio. Affrontiamo questa fase di trasformazione con fondamentali solidi, una posizione patrimoniale ampiamente superiore ai requisiti regolamentari e una chiara visibilità sulle opportunità derivanti dall’integrazione. Le azioni intraprese nel semestre pongono basi ancora più solide per la creazione di valore sostenibile nel lungo periodo”, ha detto Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis.
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